"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm

domenica 22 dicembre 2013

Pensieri nefasti …

di
Francesco Zanotti


Come scrive Luciano Martinoli su “Ciò che pensiamo diventiamo”.
Due giorni fa ho trovato sul Sole24Ore, pubblicati anche vicini, tre pensieri nefasti che, insieme, sono un ologramma dei pensieri che consideriamo importanti, ma che sono all'origine della crisi che stiamo peggiorando ogni giorno. Sì, siamo noi che l’abbiamo creata e che la peggioriamo con pensieri nefasti.

Il primo:  “Sabatini-bis, minibond e nuovi ammortamenti per rilanciare il settore”. Lasciate stare quale settore sia: non è mio obiettivo fare polemiche. E’ un settore che, certamente, non sta producendo cassa in abbondanza. Ed allora chiede interventi esterni per sopperire alla sua scarsa capacità di produrre cassa. Ma è tutto sbagliato. Serve una nuova tipologia di imprenditori che sappiano sviluppare progetti rivoluzionari, capaci di generare velocemente cassa abbondante. Allora io direi: serve, innanzitutto, fornire agli imprenditori risorse cognitive per costruire progetti rivoluzionari di futuro. Se ci sono questi ben vengano modalità per finanziarli. Se non ci sono è puro assistenzialismo far sopravvivere imprese i cui prodotti hanno perso di interesse.

Il secondo pensiero è peggio: “In Umbria rischiano le imprese sane”. Ma è un paradosso. Si sostiene che vi sono aziende sane, ma che hanno bisogno di cassa. E si cerca di fargliela avere nonostante le banche. Ma non esiste una azienda sana che abbia bisogno di farsi dare cassa dall'esterno. “Dicesi” azienda sana quella che produce cassa. Se non la produce non è sana. E torna il discorso di prima. Le imprese si devono dotare, innanzitutto, di progetti strategici alti e forti. Solo dopo ha senso parlare del come finanziarli.
Insomma il richiedere finanza per riuscire a sopravvivere fino a che la crisi passa è una sciocchezza, sia macro economica che imprenditoriale. Come scrivevo qualche giorno da: per chi attende che la crisi passi, la crisi non passerà mai. Ma si aggraverà sempre di più.

Il terzo pensiero è la tomba definitiva: parla di progetti di futuro. Ma quali sono questi progetti?
Lo sviluppo passa per i monumenti”. Cioè l’unica cosa che sappiamo fare è quella di raccomandarci ai santi, poeti e navigatori del passato … Speriamo di sopravvivere con l’arte prodotta nel passato, non grazie all'arte che stiamo producendo ora.


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