"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm

martedì 24 novembre 2015

Credito di filiera … ma …

di
Francesco Zanotti

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Non voglio fare nomi. Non citerò neppure l’articolo dal quale ho preso queste informazioni e dichiarazioni perché l’obiettivo non è fare polemiche con qualcuno. Commenterò solo informazioni e dichiarazioni.

Una informazione: sono stati erogati “crediti di filiera” ai fornitori strategici di imprese “affidabii” alle stesse condizioni che le banche fanno a queste imprese “madri”.
Nell’articolo si parla di  successo perché sono stati erogati crediti di filiera.
Il primo dubbio: il successo di un prestito si misura quando viene restituito, non quando viene erogato. Non ci vuole tanta abilità ad erogare un credito ed accettare un debito quando servono soldi.
Ecco, appunto servono soldi … ma per fare che?
Una dichiarazione: “Avevamo previsto di investire (ometto la cifra) per un nuovo impianto e in questo modo siamo riusciti a sfruttare il credito di filiera senza intaccare la liquidità aziendale, usata per aumentare i volumi.”.
Il secondo dubbio. Ma se servono soldi per aumentare i volumi significa che il produrre e vendere assorbe cassa. E questo a sua volta significa che si opera in un settore a bassa attrattività e si ha una posizione competitiva non fortissima. Se poi in questa condizione si vuole addirittura comprare un impianto significa che la cultura dei volumi ad ogni costo è bene radicata. 
In sintesi: l’impresa non saprà restituire il prestito, ma avrà bisogno di sempre maggiore liquidità.
Mi fermo qui.
E mi domando: ma come immaginiamo che si costruisca uno sviluppo sano quando le imprese stanno in piedi solo se non solo non sanno restituire i prestiti, ma li devono continuamente aumentare?


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