"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm

venerdì 11 dicembre 2015

La nostra esperienza con Banca Etruria … perché non accada più!

di
Francesco Zanotti

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Se qualcuno vi chiede soldi e vi dice che ve li restituirà solo se realizzerà un certo progetto, siete interessati a sapere di che progetto di tratta?
Certo.
Ma questo che c’entra con una Banca? C’entra perché una Banca va in crisi o meno a seconda di quale è il suo progetto di futuro. Se non ce l’ha o ce l’ha “sfigato”, anche il suo futuro sarà nullo a “sfigato”.
Detto questo arriviamo a Banca Etruria e alla nostra proposta perché quello che è accaduto a questa banca (e ad altre) non accada più.

Il progetto di futuro di una impresa sta scritto nel suo Business Plan.
Tutti gli anni noi assegniamo un Rating ai Business Plan delle Societàquotate agli indici FTSE Mib e Italia Star di Borsa italiana. Tra queste società molte sono banche. Tra le banche vi era (nel 2103) anche Banca Etruria.
In quel 2013 (a maggio), cioè due anni fa, noi abbiamo assegnato un Ratinganche al Business Plan di Banca Etruria.
Cosa “misura” il Rating del Business Plan? Proprio di quanto è “sfigato” un progetto di futuro.
E’ una misura della qualità dello sguardo sul futuro. Misura la qualità delle azioni strategiche che il management intende mettere in atto e la qualità del processo attraverso il quale le ha decise. Se le azioni sono povere e i processi decisionali sono oscuri, il Rating è basso. Il Rating del progetto di futuro di una impresa è basso dovrebbero suonare mille campanelli di allarme sul futuro dell’impresa.

Nel caso della Banca dell’Etruria il “voto” sulla completezza del Business Plan era 43 su 100 (il voto più basso tra le Banche quotate). E la qualità del processo di decisionalità strategica era zero nel senso che nel loro Business Plan non c’era alcuna indicazione sul processo che l’aveva generato.
Il giudizio complessivo era che il Business Plan della Banca Etruria era poco più di una brochure promozionale.
Questo giudizio avrebbe dovuto mettere in allarme tutti. Tra le mille cose implicite in questo giudizio vi è anche l’informazione che se un management non è impegnato a progettare il futuro, è probabile che … ecco ... usi il suo tempo per altro.
Il management della Banca in primis avrebbe dovuto preoccuparsi perché sono andati a presentarlo loro personalmente. Non citiamo nomi perché non vogliamo fare parte della schiera dei vendicatori.
Ma anche Autorità di Controllo e Sindacati a cui abbiamo inviato tutti i Rating del Business Plan delle Società quotate. Ed anche l’opinione pubblica perché dei nostri Rating aveva parlato autorevolmente la stampa.

Quale è la morale che dovrebbe concludere ogni storia che si rispetti? E’ una proposta.
Tutte le società quotate (quelle che vogliono attingere al risparmio) dovrebbero rendere pubblico il loro Business Plan. E questo Business Plan dovrebbe avare un Rating. Soprattutto dovrebbero fare il loro Business Plan le banche e dovrebbero esigerlo obbligatoriamente ai loro clienti.
La sintesi della proposta: il problema è che tutti insieme si traguardi continuamente ed appassionatamente il futuro. Crediamo che in questo modo il confronto tra Sindacati, Banche, Imprese, Organi di Controllo e gli altri Stakeholder diventi una alleanza progettuale per il futuro.


Ma e le furbizie dei furbetti di tutti i quartierini d’Italia? Li sgamaremmo subito perché li vedremmo annoiati, persi e infastiditi in tutti i momenti progettuali. E valuteremmo anche il management. Perché è ora di piantarla di pagare profumatamente personaggi che sanno far scrivere (perché manco li scrivono loro) Business Plan che sono poco più (qualche volta anche più confusi) di una brochure commerciale.  

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