"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm

venerdì 23 settembre 2016

Dove mette i nostri soldi il piano del Governo per l'Industry 4.0?

di
Luciano Martinoli


Considerazioni sul recente piano del Governo per l'incentivazione degli investimenti per realizzare il paradigma Industry 4.0: incentiva le cose davvero "giuste"?

Su ilsole24ore di oggi vi è un commento del prof. Barba Navaretti sul piano appena annunciato dal Governo. Plaude, e io con lui, la scelta di una incentivazione "orizzontale", atipica nella tradizione di politica industriale del nostro paese, che certamente supererà il problema di come evitare di puntare sui "cavalli sbagliati". Non condivido invece l'approvazione per il criterio di incentivazione adottato, quel "cosa", rispetto a "chi", che è riassumibile in: ricerca e sviluppo, investimenti in macchinari e supporto alle pmi e start-up innovative. L'autore individua in queste misure la possibile modalità con la quale uscire dallo "schiacciamento" del nostro settore produttivo effettuato "dal basso, dai produttori low cost dei paesi emergenti, e dall'alto dalle produzioni high tech dei nostri concorrenti avanzati".

Questa ultima affermazione fa emergere il sospetto che l'autore si riferisca solo a come ottenere una migliore efficienza della produzione, dubbio subito risolto quando parla immediatamente dopo di "fabbriche competitive", cioè: come fare le stesse cose che fanno gli altri a meno!
Ritengo che il problema, come spesso ricordiamo da queste pagine virtuali, non sia la scelta tra low cost, che non ci possiamo permettere, e high tech, che potrebbe risultare sterile e fine a se stesso. La soluzione è creare il top meaning, il massimo dei significati, l'Alto di Gamma (come amano definirlo in Bocconi), o quel rinnovamento imprenditoriale, come piace chiamarlo a noi, che è innanzitutto di significato e solo dopo riguarda il come produrlo. Abbiamo bisogno di aziende che creino significati in tutti i settori, come la Ferrari nelle auto, ma anche la Brugola nei sistemi di fissaggio, la Nutella di Ferrero, Grom nei gelati, e tanti altri che, purtroppo, sono ancora troppo pochi.
E' da stimolare questa imprenditorialità, dargli una forma compiuta e comprensibile, fargli fare un salto di qualità allo scopo di concentrare su essa, e stimolare gli altri a fare lo stesso, gli investimenti "implementativi" (R&D, macchinari e supporti finanziari).

In assenza di questa capacità di visione del sottostante, il rischio è fornire supporti a chi fallirà non perchè non fa ricerca o non realizza l'Industry 4.0, ma perchè fa ricerca e usa Industry 4.0 per cose che non interessano più a nessuno.

Come si fa a scongiurare questo pericolo? 
Come sempre ripetiamo, attraverso la predisposizione e l'opportuna valutazione di progetti d'impresa, che tecnicamente sono i Business Plan, che devono illustrare in modo compiuto la capacità di genesi imprenditoriale e dimostrare come questa consentirà all'azienda di produrre flussi di cassa elevati.

In assenza prepariamoci a constatare, qualora il Governo predisponga un sistema di valutazione ex-post che l'autore auspica, un ulteriore fallimento con spreco di risorse pubbliche.




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