Il Drucker Institute ha reso pubblica una nuova classifica aziendale per indirizzare l'annoso tema dello 'short termism'. Pur lodevole negli intenti, riuscirà a dar conto delle caratteristiche di un'azienda che "fa bene le cose giuste" nel lungo termine?
Il Wall Street Journal ha recentemente pubblicato la classifica "Management Top 250". Si tratta dell'ennesimo tentativo di valutare la capacità delle imprese di concentrarsi sullo sviluppo di lungo termine e combattere la piaga dell'attenzione agli obiettivi di breve periodo (short-termism) sopratutto profitti trimestrali e performance azionarie, in alcuni casi addirittura su base settimanale.
La classifica è stata stilata tenendo in considerazione 37 indicatori che ricadono in 5 dimensioni: customer satisfaction, employee engagement and development, innovation, social responsibility e financial strength. I dati sono stati raccolti da una dozzina di fornitori: da Bloomberg ad American Customer Satisfaction Index.
