di
Luciano Martinoli
L'attuale "smaltimento" dei crediti non esigibili ricorda le più inefficienti pratiche adottate fino a qualche decennio fa nel caso dei rifiuti fisici. Si può fare di meglio?
Gli NPL (Non Performing Loans) sono quei crediti bancari, difficilmente esigibili per vari motivi, accumulatisi nel periodo della crisi.
Gli NPL (Non Performing Loans) sono quei crediti bancari, difficilmente esigibili per vari motivi, accumulatisi nel periodo della crisi.
Il loro “smaltimento” deriva dalla necessità di liberare la loro presenza dai bilanci delle banche perchè li “intossica”, impedendo erogazione di ulteriore credito.
Dunque ci si trova davanti ad una vera e propria problematica di “gestione dei rifiuti” finanziari che al momento viene affrontata nel modo più banale possibile: la loro vendita ad operatori specializzati.
Se è così, ovvero consideriamo gli NPL come rifiuti finanziari, perché non cercare di imparare qualcosa dal settore dei rifiuti fisici per migliorarne il loro trattamento a beneficio della banca e dell’ambiente di business ovvero aziende, consumatori, economia in generale?
