"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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mercoledì 3 maggio 2017

Alitalia. Per non buttare 600 milioni: lezioni dal caso 3M

di
Francesco Zanotti

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Oggi sulle pagine milanesi del Corriere della Sera si racconta la storia del rilancio della 3M. E’ stato un successo perché il progetto di rilancio è stato fatto con la partecipazione progettuale (non consultiva o deliberante, ma progettuale) dei lavoratori. Se non vogliamo proprio buttare i 600milioni che abbiamo investito in Alitalia, facciamo lo stesso.

Facciamo lo stesso: mobilitiamo i lavoratori e gli stakeholder in un grande impegno progettuale. Questa soluzione non è solo suggerita dall’esperienza 3M, ma da esperienza e dottrina internazionali.
E la ragione è che una progettualità di vertice potrà riguardare sempre e solo la dimensione formale, gli strumenti se volete, dell’impresa: le risorse finanziarie, la dimensione funzionale (prezzi, contenuti) delle offerte, le tecnologie. Questi strumenti, però, sono strumenti senza nome. Manca il come vengono usate ogni giorno. La variabile strategica decisiva è costituita dai comportamenti che vengono messi in atto tutti i giorni da tutte le persone nell’usare questi strumenti. E questi comportamenti non possono essere progettati dall’altro: non si può proceduralizzare il mondo. Possono essere progettati solo da chi poi li metterà in pratica.
Ma allora quale deve essere il ruolo del top management, in questo caso dei liquidatori? Deve essere quello di mobilitare la progettualità del popolo di Alitalia. Solo così potrà nascere un Progetto di rilancio alto e forte con il quale sarà certamente più facile trovare investitori.
Camminare tra la gente deve essere il compito dei Commissari.
Camminare cognitivamente: fornendo le risorse cognitive perché le persone possa svolgere il loro ruolo progettuale.
Camminare emozionalmente perché le persone si mobilitino nella progettualità.
Ecco, sarà ben difficile che un Commissario con altri 23 incarichi di questa natura riesca anche solo a stringere la mano ai lavoratori Alitalia.


giovedì 16 giugno 2016

La ricerca di efficienza blocca l’innovazione

di
Cesare Sacerdoti

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La rivista Private di questo mese pubblica un post di Don Peppers che sottolinea come, in 3M, l'applicazione della metodologia 6 sigma estesa a tutti i processi aziendali ha sì incrementato l'efficienza della società, ma ha fortemente ridotto l'innovazione aziendale. O meglio, ha favorito l'innovazione incrementale dei prodotti esistenti, a scapito dell'invenzione di prodotti completamente nuovi. E 3M è sempre stata famosa per l'innovazione di prodotto (tutti ricordano il post-it e lo scotch)
6 sigma, dice Peppers, è fortemente focalizzata alla "pianificazione, previsione, documentazione, correzione e miglioramento", ma "l'innovazione è uno sforzo creativo e la creatività è per natura imprevedibile e non pianificabile"; "l'invenzione è per natura un processo fatto di esperimenti e di fallimenti, di casi fortuiti e di coincidenze"
E' l'inevitabile risultato del voler considerare l'Azienda come una macchina a cui apportare modifiche che non possono non funzionare. E' il frutto di quello specialismo in cui stiamo cadendo in tutte le discipline; a partire dalla medicina. Si cura un problema specifico e non si ha la capacità di guardare agli effetti collaterali.

Francesco Zanotti in un recente post sosteneva che "il management direttivo è questa incapacità di rispondere a domande emergenti. Il management direttivo è quello degli obiettivi, della programmazione e del controllo. Un management impotente e presuntuoso".