di
Riccardo Profumo
Sul Secolo XIX del 4 gennaio, in prima pagina, si parla di taxi e farmacie, del blitz sulle liberalizzazioni. Poi al Tg si parla di un altro blitz, quello della Finanza a Cortina e poi della polemica sulla Casta. Sono i contenuti della fase 2 che accendono il dibattito e raccolgono tanti consensi sul decreto Cresci-Italia.
Ma con queste misure dove andiamo? L’Italia tornerà a crescere grazie alle liberalizzazioni di edicole e parafarmacie? Cinquemila taxisti in più spazzeranno via il problema della disoccupazione?
Mi si dirà che si tratta solo della punta di un iceberg. Perché le liberalizzazioni allo studio potranno riguardare anche altri settori, dalla benzina alle poste, fino ai servizi locali. E poi non ci sono solo le misure che favoriscono la concorrenza, ma anche la riforma del lavoro e gli ammortizzatori sociali e le infrastrutture. Bene, ma questo è l’iceberg che ci salverà? Troveremo lo sviluppo grazie alla riforma degli ordini professionali? Creeremo nuova occupazione tramite la riforma degli ammortizzatori sociali?