"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
Visualizzazione post con etichetta scandalo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scandalo. Mostra tutti i post

giovedì 7 marzo 2013

Il potere deve esorcizzare la conoscenza. E, poi, arrivano i guai.


di
Francesco Zanotti



Ripensando al caso MPS, qualche riflessione inedita.
Vogliamo davvero eliminare scandali e corruzioni? Basta che i media, invece di incensare i potenti (o stroncarli sadicamente quando, poi, inevitabilmente cadono), chiamandoli “maghi”, superuomini e via iperbolizzando, li sfideranno e li misureranno sempre e solo per il loro atteggiamento verso la conoscenza.

Mi spiego con una storia della quale poi proporrò, come si usa fare con ogni storia, una morale.
Tanti anni fa io faccia a faccia con uno dei manager bancari oggi considerati eccellenti, ho misurato quanto la conoscenza faccia paura.
Piccola premessa per spiegarmi. L’impresa è “pezzo di realtà” come tutti gli altri. Gli uomini ci riflettono sopra e imparano a conoscerla per governarla sempre meglio. Allora, una banca è interessata a conoscere sempre meglio le imprese, ad avere una teoria sempre più potente sul “pezzo di realtà” impresa. Soprattutto è interessata (deve per forza, altrimenti con che criterio presta i soldi?) a conoscere i processi di sviluppo di una impresa per prevederne, ed eventualmente cambiarne, il futuro. La disciplina che si occupa di studiare l’impresa nel suo insieme è la “strategia d’impresa”. Allora i progressi nella strategia d’impresa dovrebbero essere l’interesse principale di un manager bancario. Che, poi, può usare queste conoscenze anche per prevedere e gestire quella impresa che egli dichiara essere la sua banca. Insomma, come accade ad ogni impresa fondata sulla tecnologia che è massimamente interessata agli sviluppi della tecnologia e, più, in generale della scienza.

Finita la premessa, comincio alla storia. Io davanti a questo banchiere (allora giovane in carriera, appunto, ecco il problema: in carriera) per dirgli: guarda che ho scoperto quali sono i processi di evoluzione di una impresa. Era una vera scoperta la mia? Beh è semplice verificarlo: si prende il corpus delle conoscenze di strategia d’impresa e lo si confronta con la mia scoperta. E si verifica se è veramente una scoperta e se costituisce un progresso rispetto ai temi “caldi”, cioè non risolti di quella disciplina.
Purtroppo egli non era in grado di fare questa verifica: non conosceva lo stato dell’arte della strategia d’impresa. E qui si scopre perché il potere deve esorcizzare la conoscenza. Non sapeva perché non poteva investire il suo tempo nella conoscenza. Doveva investire il suo tempo nel tessere la rete di relazioni che l’avrebbe portato ad aumentare il suo potere.
Parimenti, però, non poteva ammettere (neanche a se stesso) che non aveva tempo per la conoscenza. Ed allora si è impegnato in un feroce ed arrogante tentativo di contestare la mia scoperta.  La sua risposta ad una nuova conoscenza decisiva per la banca che ambiva a dirigere è stata: questa conoscenza non può esistere. “Perché non ho il tempo di occuparmene e perché, se esistesse, e si scoprisse che non la conosco, non avrebbe più senso la mia pretesa di eccellente diversità che è la mia arma fondamentale per prevalere sui miei rivali nella scalata della gerarchia.” Ovviamente questo suo tentativo di esorcizzare la conoscenza si è rilevato subito senza speranza: non avendo neanche i rudimenti delle conoscenze di strategia d’impresa, è stato facilissimo controbattere le sue contestazioni. Per fare un esempio, è come se l’uomo della strada cercasse di contestare la fisica quantistica ad un fisico. E che potrebbe dire?

A, mano a mano che la sua contestazione della mia scoperta è diventata sempre più ridicola, cresceva la sua ansia. Ed allora? Ha accettato (almeno) di dedicare qualche spazio del suo tempo ad imparare? No! Per superare il suo imbarazzo ha usato un colpo di genio, è stato “brillante” quanto sarebbe stato imbarazzante per ogni azionista o stakeholder  che l’avesse ascoltato ...