"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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giovedì 8 giugno 2017

La maledizione del "pneumatico radiale"

di
Luciano Martinoli



Considerazioni di Strategia. Un fenomeno tecnologico del passato, quello del pneumatico radiale, è paradigmatico di come la tecnologia sia strumento di realizzazione di una strategia e non essa stessa strategia. Ulteriore dimostrazione della valenza strumentale della tecnologia, troppo spesso invece spacciata come risolutrice di tutti i mali aziendali (Industry 4.0. digitalizzazione banche, ecc.).


Un recente articolo del Wall Street Journal riflette su una metafora, basata su fatti accaduti, utilizzata per riconoscere la fine di un ciclo di espansione di un prodotto.

Fino agli anni 70 quasi tutte le auto e i camion montavano pnenumatici diagonali. Essi erano costituiti da fili e cinture di nylon che si incrociavano a 30 o 45 gradi sotto la gomma. Questo consentiva spalle del pneumatico più forti e un costo di produzione più basso. Il problema era che questo tipo di pneumatici doveva essere cambiato ogni 20.000 kilometri circa.
Michelin nel 1949 introdusse i pneumatici radiali, adottati poi da tutti i costruttori una ventina di anni dopo. La differenza era costituita da una gabbia di acciaio di fili che si intersecavano a 90 gradi. Erano più larghi, più efficienti nel dissipare calore e più sicuri. Sebbene i radiali costavano un po' di più, duravano oltre 50,000 chilometri. Da allora tutte le auto montano questo tipo di pneumatico.

domenica 26 febbraio 2017

Innovino gli altri: l’economista e i taxisti

di
Francesco Zanotti

Risultati immagini per taxi

Come sempre non citiamo le persone il cui pensiero critichiamo. Citiamo solo quelle a cui riconosciamo buone idee. Per dare loro il giusto merito. Questa volta parlo di un economista e dei taxisti …

Un noto economista dichiara che il Governo ha ceduto ai taxisti. In questo modo frenando l’innovazione tecnologica che sta cambiando la nostra vita, distrugge lavori e sembra crearne pochi altri … E pensa che una soluzione per i poveri taxisti destinati a perdere il lavoro sia seguire l’idea di Bill Gates: invece dei robot tassiamo Uber così aiutiamo i taxisti a sostenere il debito delle licenze, a campare e riciclarsi.
Non entro nel merito dei taxisti, anche se posso immaginare come possa evolvere la loro professione verso i servizi, magari supportati dalle tecnologie.

Entro nel merito dell’innovazione. Credo che il nostro economista abbia una visione piuttosto limitata della innovazione. L’innovazione più rilevante non saranno le tecnologie digitali. L’innovazione più rilevante sarà quella nella Conoscenza. Un primo esempio, nel piccolo: una più seria comprensione dei limiti delle tecnologie digitali. Un secondo esempio, più nel grande. Saranno le diverse scienze, così come ce le ha portate il Novecento ad essere rivoluzionate. L’economia, in primis che sta accoppiando arroganza politica con inconsistenza scientifica. Morale: saranno gli attuali economisti a perdere il lavoro, con una probabilità di evolvere da qualche parte inferiore a quella dei taxisti.