In un articolo apparso sul sole24ore qualche giorno fa, si affronta la recente questione relativa a Facebook proponendo una prospettiva storica. Fin dagli albori della società industriale, infatti, era apparso chiaro che le aziende di successo, che crescevano sempre di più, creavano non solo prosperità per tutti ma costituivano anche una minaccia. Esse modificavano il contesto sociale e ambientale secondo le loro necessità e, grazie alle enormi disponibilità economiche, potevano influenzare addirittura il potere politico, modificando il governo della cosa pubblica a loro favore.
"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."Eric J. Hobsbawm
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sabato 24 marzo 2018
Il salto di qualità del caso Facebook (e non solo)
La peculiarità delle aziende della rete, e l'opacità che aleggia sul loro business, suggeriscono un approccio con tali soggetti che va al di là degli interventi regolatori, pur necessari.
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giovedì 17 maggio 2012
Facebook e GM: il futuro abita da un’altra parte
di
Francesco Zanotti
Sul Sole 24 Ore di oggi (allegato
“Finanza e Mercati”, prima pagina dell’allegato) si legge che General Motors ha
cancellato tutta la pubblicità a Facebook: questo tipo di investimento non
rende perché non si traduce in auto comprate.
Mentre questo accade,
tutti si stanno accalcando intorno all’IPO di Facebook, convinti che sia una delle
società del futuro.
Forse è il caso di
fermarsi un attimo a riflettere. Ma davvero sarà una delle protagoniste del
futuro un’azienda che spera di vivere di pubblicità promettendo di far vendere
un prodotto vecchio come l’auto?
E che offre servizi
relazionali che permettono solo relazionalità banali e che hanno successo solo
presso le generazioni “quasi giovani”: dai 20 ai 35. Perché i ragazzi veramente
giovani cominciano a guardare con spirito critico una relazionalità che li
costringe a scambiarsi (magari tra tantissimi) messaggi banali?
Certo costruirà il
futuro del suo fondatore …
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