"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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domenica 16 ottobre 2016

La crisi di Twitter

di
Francesco Zanotti
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Nessuno sembra più interessato a comprare Twitter. Twitter sembra non farcela da solo. La domanda cruciale è: ma a cosa e a chi serve essere costretti a limitarsi a 140 caratteri?

Il Corriere della Sera di oggi riporta la notizia che tutti i pretendenti (da Google alla Disney) a Twitter si sono dileguati. Si è dileguato anche l’ultimo: “Sales force”.
Conseguenza: i valori delle azioni crollano e gli investitori devono evidenziare grosse perdite. Esse non potranno essere recuperate perché in futuro anche i “fondamentali” non funzioneranno: Twitter è sempre stato in perdita e non si capisce perché dovrebbe iniziare a guadagnare.
Non si capisce perché credo che nessuno sappia rispondere alla domanda fondamentale. A cosa serve un “social” il cui differenziale di prestazioni è che ti limita la possibilità di espressione a 140 caratteri?
In teoria potrebbe servire ad una comunicazione sintetica di discorsi complessi con link agli stessi.
Ma, almeno da noi in Italia, ha stimolato, giustificato, invece, una comunicazione solo “battutista” da parte di una classe dirigente che non ha pensieri complessi, ma solo voglia di stroncare l’avversario.

Mi si permetta una battuta: suggerirei a Twitter di far pagare ai battutisti ... Così la pianteranno. Forse non servirà a salvare Twitter dai guai economico-finanziari. Ma a salverà noi da battute stucchevoli (quando non volgari e indegne), sì!

sabato 14 dicembre 2013

Reti di nuove emozioni

di
Francesco Zanotti


Parlare di imprese-reti è di moda. Il costruirle sembra un gioco razional-fiscal-giuridico. Il risultato che ci si attende è troppo spesso la speranza di continuare a fare lo stesso mestiere di prima, a costi inferiori e con qualche aiuto a vendere prodotti che interessano meno.
Magari ci si mette sopra una “ciliegina”: le tecnologie ICT. Così sperando in un “deus ex machina” che risolve tutto, come nelle vecchie tragedie greche.
Ma poi tutto crolla in litigi e risultati deludenti. Gli uni e glia altri che si sostengono a vicenda.

Invece ... volete fare rete? Allora immaginate un nuovo progetto complessivo che scaldi i cuori degli imprenditori, di chi lavora e del mercato. Come un fulmine nel cielo cupo di una competizione asfissiante. Un progetto che racconti di nuovi prodotti, di nuovi servizi che abbiano dentro l’anima di una nuova società. E fate in modo che questi progetti si sviluppino fino alla fine: dicendo come un sogno può trasformarsi in flussi di cassa. Prima un cuore generoso e pratico insieme. Poi verranno commercialisti, avvocati e fiscalisti … E, se volete, anche social network.