"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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venerdì 15 agosto 2014

Più di così … che possiamo fare?

di
Francesco Zanotti


Tutti sembrano sorpresi dal fatto che la crisi non la smette.
Ma in questo blog l’abbiamo detto …
Abbiamo detto che la crisi non sarà superata attraverso alcuna ripresa dell’economia attuale, ma che serve una riprogettazione strategica profonda delle imprese.
Detto più brutalmente: le imprese stanno producendo oggetti che interessano sempre meno. Come volete che si accenda una ripresa? Come attendersi che la gente torni a comprare?
Abbiamo detto che le strategia della competitività e della produttività non possono funzionare perché significano solo il produrre di fare meglio le cose di sempre. Quelle che non comprano più.
Abbiamo anticipato l’allarme bond dicendo che il problema emergerà in tutta la sua gravità quando imprese impegnate nella conservazione non riusciranno a rimborsarli e non riusciranno ad emetterne altri …
Abbiamo detto che per realizzare una rivoluzione strategica servono nuove risorse cognitive che ne banche né imprese possiedono … E che noi rendiamo gratuitamente disponibili in questo blog.
Presenteremo il 10 ottobre un grande progetto che abbiamo denominato Expo della Conoscenza dove illustreremo la centralità delle risorse cognitive e descriveremo un “patrimonio” di nuove risorse cognitive che possono permettere di progettare un futuro economico e sociale alto e forte …
Che possiamo fare di più?

Possiamo chiedere ai nostri lettori di diffondere questi messaggi …

martedì 13 novembre 2012

Caro Professore, le proposte esistono, ma sono “irricevibili” …


di
Francesco Zanotti
f.zanotti@cse-crescendo.com   francesco.zanotti@gmail.com 

Il Corriere della Sera di lunedì 12 novembre 2012 pubblica un articolo del Prof. Sartori che, pessimisticamente, sostiene che, con le proposte per costruire sviluppo attualmente sul tavolo, il problema della disoccupazione tenderà ad aggravarsi nei prossimi anni.
Sostiene, quindi, che servono nuove proposte e chiede idee migliori …

Professore, esiste una strada di sviluppo completamente nuova, immediatamente efficace e a investimenti bassissimi. Ma, come dice il titolo, essa è del tutto irricevibile dall'attuale classe dirigente.
Provo a dettagliarla brevemente, anche perché nei nostri blog abbiamo proposto questa nuova via allo sviluppo in mille modi e mille forme.

Stiamo vivendo dentro una vera e propria ecologia di crisi che si manifesta in ogni “dimensione” della società industriale ed è generata dalla sua perdita di senso.
Contemporaneamente, stanno emergendo, all'interno della stessa società industriale, quasi infiniti Segni di Mondi Futuri possibili e il desiderio di perseguirli. Solo per fare qualche esempio: il desiderio e la necessità di un’intera generazione di nuovi prodotti, di nuove modalità di produzione e di un nuovo patto con la Natura; nuovi materiali e nuove tecnologie; un nuovo sistema finanziario ed un nuovo senso del fare impresa; nuove città e nuovi modi di abitare, nuovi movimenti politici e  sociali.

Purtroppo, le nostre classi dirigenti non riescono a vedere i Segni dei Mondi Futuri possibili, leggono la crisi come “malfunzionamento” della società industriale e cercano, quindi, di “aggiustarla”. Nella dimensione finanziaria con nuove regole, nella dimensione economica con strategie di competitività e nella dimensione politico-sociale con le riforme. Ma il cercare di conservare il presente e rifiutare in blocco il desiderio di mondi futuri possibili non può che accelerare, moltiplicare in intensità ed invasività, una crisi da perdita si senso.

Che fare? La risposta riguarda gli “occhiali”.
L’intera nostra classe dirigente imprenditoriale, manageriale, finanziaria, politica e istituzionale condivide un’unica visione del mondo: una versione “povera” del riduzionismo della fisica classica. E’ questa visione del mondo (questi occhiali) che sta a fondamento della società industriale, porta a considerarla come l’unica possibile, impedisce di vedere i Segni dei potenziali Mondi Futuri e lascia come unica strategia pensabile e possibile la conservazione.

Per uscire dall'attuale opprimente ecologia di crisi, occorre, allora, dotare le classi dirigenti (ma anche noi tutti) di nuovi occhiali, di una nuova visione del mondo. Essa sta emergendo, seppur ancora in forme disperse, in tutte le scienze naturali ed umane. Forse l’archetipo di questa nuova visione del mondo è la fisica quantistica. Occorre, però, accelerare questo emergere spontaneo. In concreto: occorre raccogliere questi Segni di una nuova visione del mondo possibile, costruirne una sintesi, diffonderla e attivare, usandola come risorsa chiave, nuove progettualità sociali che sappiano far emergere una nuova società. L’Expo della Conoscenza è un Progetto per fare tutte queste cose. Esso è descritto nella bozza di un libro che è scaricabile qui.
Ma basta diffondere nuova conoscenza per costruire un nuovo sviluppo? La Storia dice di sì: il Rinascimento è “emerso” perché si è buttata nella società medioevale la cultura classica.
I frammenti della nuova visione del mondo emergente confermano.
Allora L’Expo della Conoscenza è la strategia attraverso la quale sarà possibile generare un nuovo Rinascimento per arrivare ad una nuova società.

Cercando di fare un esempio concreto: la strategia d’impresa. Usando due nuovi schemi cognitivi - la stessa fisica quantistica e la teoria dei sistemi autopoietici-, è possibile sviluppare una nuova metodologia di progettualità strategica che potrebbe essere usata da banche ed imprenditori anche senza approfondirne le radici teoriche. Essa potrebbe diventare la risorsa fondamentale per far emergere un radicalmente nuovo sistema economico …

Ho finito … Caro Professore, vede che si tratta di una proposta “folle”? La classe dirigente attuale non è neppure in grado di discuterla. Essa, però, sta emergendo dal basso in mille interstizi della società industriale. Dobbiamo fare in modo che questo emergere diventi sempre più veloce. Noi siamo impegnati sia a realizzare l’Expo della Conoscenza sia a diffondere le nuove conoscenze e metodologie di strategia d’impresa.


venerdì 6 luglio 2012

Caravaggio, Marsilio Ficino e la crisi


di
Francesco Zanotti


Sono state trovate al Castello Sforzesco di Milano un centinaio di opere attribuite al Caravaggio. Forse sono sue, forse non lo sono. Ma supponiamo che lo siano. Valore? 700 milioni!
Facciamo dieci Caravaggio … fanno 7 miliardi!
Conclusione: far emergere tanti Caravaggio in una società è la pratica più efficace per uscire dalla crisi … Ma è possibile?
Allora viene in mente, ad esempio, Marsilio Ficino. Egli ha creato, l’Accademia Platonica … E vengono in mente molti altri che, in quei tempi, sono andati a riscoprire la cultura classica. Non aveva certo previsto che sarebbe venuto Caravaggio, né che Michelangelo avrebbe affrescato la Cappella Sistina. Ma hanno diffuso nella società di allora le risorse (la cultura classica) che ha permesso l’emergere di Caravaggio, Michelangelo. E chi più ne ha più ne metta. E sono tantissimi … altro che 7 miliardi.
Oggi esistono nuove risorse generative, cioè capaci di avviare la costruzione di una nuova società. Sono costituite dai mille modelli, metafore e linguaggi che sono stati sviluppati nelle nuove scienze. Sono costituite da arte, filosofia e religioni. Buttiamo queste risorse generative nella società di oggi, invece di lasciarle relegate (e, quindi, povere di senso) all’interno di club specialistici ed un po’presuntuosi. Vedrete sorgere un nuovo popolo di santi, poeti e navigatori. Noi abbiamo sviluppato un progetto per innescare questo nuovo Rinascimento. L’abbiamo chiamato Expo della Conoscenza. 

giovedì 26 gennaio 2012

C’era una volta e ora non c’è più …



di
Cesare Sacerdoti
c.sacerdoti@cse-crescendo.com
Il 23 gennaio 2012, a palazzo Clerici a Milano si è tenuto un dibaditto in ISPI organizzato in occasione della pubblicazione di un volume dedicato - a 5 anni dalla sua scomparsa - a Leopoldo Pirelli (1925-2007), che dell’ISPI e delle prospettive internazionali della cultura e delle imprese italiane è sempre stato appassionato sostenitore.
Nel corso dell’incontro è stato presentato un servizio televisivo del 1963 in cui il padre di Leopoldo, Alberto, ricordava le origini della Pirelli ed in particolare mostrava la foto dei 10 laureati in ingegneria nel 1870 al Politecnico di Milano.
E’ impressionante leggerne i nomi: G.B. Pirelli: “Nel 1872 sottopose ad un gruppo di benestanti meneghini un progetto industriale, basato sullo sviluppo della gomma, che convinse un gruppo di banche cittadine a sovvenzionare la nascita della "G.B.Pirelli & C.", embrione della futura Pirelli” (da Wikipedia).

martedì 19 gennaio 2010

Due parole sul Progetto NEXT

Il Progetto NEXT è un progetto di ricerca, senza soluzione di continuità.
Stiamo censendo, raccontando, sintetizzando tutte le nuove conoscenze cha appaiono in ogni dove, nelle scienze naturali e nelle scienze umane, e che permettono di comprendere meglio l’evoluzione dei sistemi umani (dalla persona, all’impresa, alle istituzioni).
Stiamo immaginando come potrebbe essere una Governance (un management strategico, una guida politica etc.) che riesca a governare queste dinamiche autonome di sviluppo senza farle spegnere in circuiti autoreferenziali di perdita di significato.
La manifestazione concreta di questo progetto di ricerca è l’organizzazione di un vero e proprio Expo della Conoscenza.

Il Progetto NEXT è un insieme di servizi (di analisi e progettazione strategica, a supporto del cambiamento organizzativo e personale, a supporto di una nuova responsabilità sociale del fare impresa) che hanno l’obiettivo di formare e guidare una nuova classe dirigente manageriale, sociale, politica, culturale e istituzionale a mettere in pratica questa nuova Governance del futuro.

Il Progetto NEXT è … un aggettivo che ricerca nomi al futuro. Crediamo che il Progetto NEXT (il nostro progetto di ricerca, il nostro sforzo di proposta di un nuovo sistema di servizi) non possa che essere un primo stimolo perché diverse persone, organizzazioni, movimenti possano partecipare a farlo crescere e lo possano declinare nella loro concreta realtà professionale, sociale, politica e culturale. Perché diverse persone, organizzazioni, movimenti diano al Progetto NEXT il nome del proprio futuro.