"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
Visualizzazione post con etichetta nuovo Rinascimento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nuovo Rinascimento. Mostra tutti i post

mercoledì 16 luglio 2014

La "voglia di futuro" del gotha delle aziende italiane

di
Luciano Martinoli


E' disponibile, nella sua versione finale, il III Rapporto sul Rating Business Plan aziende FTSE MIB e STAR. In documento separato (Redigere e valutare Business Plan) è accessibile la descrizione del "modello" rispetto al quale si è fatto il rating, frutto del lavoro di ricerca da noi effettuato sullo stato dell'arte della Strategia d'Impresa e non solo, e il processo stesso di rating.
Quale è il significato profondo di questa attività? Come può essere utilizzato per il dibattito, e la pratica, dello sviluppo delle imprese e, più in generale, del nostro paese?

venerdì 6 luglio 2012

Caravaggio, Marsilio Ficino e la crisi


di
Francesco Zanotti


Sono state trovate al Castello Sforzesco di Milano un centinaio di opere attribuite al Caravaggio. Forse sono sue, forse non lo sono. Ma supponiamo che lo siano. Valore? 700 milioni!
Facciamo dieci Caravaggio … fanno 7 miliardi!
Conclusione: far emergere tanti Caravaggio in una società è la pratica più efficace per uscire dalla crisi … Ma è possibile?
Allora viene in mente, ad esempio, Marsilio Ficino. Egli ha creato, l’Accademia Platonica … E vengono in mente molti altri che, in quei tempi, sono andati a riscoprire la cultura classica. Non aveva certo previsto che sarebbe venuto Caravaggio, né che Michelangelo avrebbe affrescato la Cappella Sistina. Ma hanno diffuso nella società di allora le risorse (la cultura classica) che ha permesso l’emergere di Caravaggio, Michelangelo. E chi più ne ha più ne metta. E sono tantissimi … altro che 7 miliardi.
Oggi esistono nuove risorse generative, cioè capaci di avviare la costruzione di una nuova società. Sono costituite dai mille modelli, metafore e linguaggi che sono stati sviluppati nelle nuove scienze. Sono costituite da arte, filosofia e religioni. Buttiamo queste risorse generative nella società di oggi, invece di lasciarle relegate (e, quindi, povere di senso) all’interno di club specialistici ed un po’presuntuosi. Vedrete sorgere un nuovo popolo di santi, poeti e navigatori. Noi abbiamo sviluppato un progetto per innescare questo nuovo Rinascimento. L’abbiamo chiamato Expo della Conoscenza. 

lunedì 2 gennaio 2012

Per un nuovo sviluppo etico ed estetico

Credo che il modo migliore per inziare un nuovo anno di proposta e dialogo con tutti coloro che seguono i nostri blog sia quello di proporre il Manifesto dell'Associazione per l'Expo della Conoscenza. Questa Associazione è una ONLUS che ha l'obiettivo di realizzare l'Expo della Conoscenza a Milano. Il Manifesto  inizia con una analisi diversa della situazione attuale e, poi, indica una precisa strada per costruire  un nuovo sviluppo etico ed estetico che è, appunto, quella di organizzare un Expo della Conoscenza.

Una analisi trasgressiva e mobilitante di una crisi complessiva
La visione oggi dominante della crisi complessiva che ci sovrasta è di tipo conservativo, lineare, quindi specialistico: i problemi attuali sarebbero generati da malfunzionamenti dei diversi attori che costituiscono una società (imprese, organizzazioni, istituzioni, mercati etc.).

Se i malfunzionamenti sono specifici e locali, allora sono necessarie strategie di “riparazione” locali e specialistiche dei “guasti”. Per “riparare” si intende: riformare le istituzioni, ristrutturare, per rendere più competitive, le organizzazioni, regolamentare i mercati finanziari.

E’ una visione che viene perseguita con tenacia, ma non sta riuscendo a trasformare la crisi in sviluppo. Anche quando i singoli interventi “locali” ottengono un qualche successo, si tratta di un successo effimero che crea le basi per problemi ancora più gravi.

Gli autori di questo manifesto propongono una visione radicalmente diversa della situazione che stiamo vivendo.

La comunità umana è immersa in un’intera ecologia di crisi che, da un lato, si stanno sostenendo le une le altre con intrecci multipli e non certo monodimensionali. E, dall’altro, sono tutte manifestazioni diverse di una stessa crisi complessiva: una progressiva perdita di senso della nostra società attuale e della cultura che la sostiene.
  
Una rivoluzione progettuale
Se una società ed una cultura stanno perdendo di senso, allora le strategie “di riparazione” (ristrutturazione, regolamentazione, ricerca della competitività etc.) sono strategie controproducenti perché confermano, consolidano il modello sociale attuale e della sua cultura di riferimento. E, così facendo, invece di risolvere l’ecologia di crisi che ci minaccia, la nutrono, l’accelerano.

Se una società ed una cultura stanno perdendo di senso, è necessario adottare strategie completamente diverse: invece di ristrutturare è, allora, necessario “rivoluzionare”.

Per togliere ogni sapore “retro” al verbo “rivoluzionare” specifichiamo che diamo a questa parola una valenza “costruttiva”: non si tratta di distruggere il passato ed attendere che emerga, dalle macerie, un nuovo futuro. Si tratta di progettare, consapevolmente, una nuova cultura ed una nuova società.