"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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venerdì 15 dicembre 2017

La tecnologia non è un destino




Troppo spesso le inarrestabili innovazioni tecnologiche ci vengono presentate come una sorta di 'sentenza' di un percorso obbligato di sviluppo. Invece sono solo dei catalizzatori di cambiamenti la cui evoluzione è frutto della interazione con altri attori sociali.

Quante volte abbiamo letto sui giornali, o ascoltato nelle conferenze o in TV, che con l'avvento della digitalizzazione, dell'Intelligenza Artificiale, della pervasività della rete e delle piattaforma su esse disponibili (es. Uber) tutto sarebbe cambiato (sottintendendo "per il meglio")? 

martedì 20 giugno 2017

Di cosa parliamo quando parliamo di “disruption”?

di
Luciano Martinoli


Un recente articolo sul WSJ consente di fare chiarezza  sulle fuorvianti e confuse idee alla base del concetto di “disruption” partendo da taxi e hotel. 

Il Wall Street Journal ha intervistato il professor Arun Sundararajan, della Stern School of Business della New York University, su quali industrie, a suo avviso, sarebbero state "messe a soqquadro“ (disrupted) dall’economia imposta dalla rete, alla stregua di ciò che hanno fatto Uber nei trasporti e Airbnb nell’ospitalità.
Prima di confutare le argomentazioni del professor Sundararajan lasciatemi fornire alcune informazioni preliminari.

giovedì 5 maggio 2016

“Uberizzazione”, malattia di un economia stagnante

Colonne d'Ercole

Oltre lo stretto di Gibilterra alla ricerca di "fondamentali"
dell'economia e della finanza migliori (o uguali?).

di
Luciano Martinoli



Sono abbastanza frequenti le notizie di vere e proprie rivolte dei tassisti nei paesi dove opera Uber, la società tecnologica che mette in collegamento, tramite app, clienti che necessitano di spostarsi con autisti privati che offrono il servizio con le proprie auto. Solo l’ultima, in ordine di tempo, c’è stata oggi a Milano, ma tali manifestazioni di protesta sono abbastanza frequenti anche in altre città dove opera l’azienda. Il fenomeno è talmente diffuso che Uber ha deciso di reclutare senior advisor, del calibro di Neelie Kroes ex commissario europeo, Ray LaHood ex segretario dei trasporti US e molti altri in giro per il mondo, come riporta il Financial Times, allo scopo di essere aiutata a ‘navigare’ nelle regolamentazioni dei singoli paesi. 

Da un lato vi è la necessità di liberare il mercato dalle ‘caste’, come ricorda Luigi Zingales in un suo articolo apparso su ilsole24ore del 24 Aprile scorso, e dare libero spazio ai benefici che può erogare la tecnologia. Dall’altro vi è il problema di arginare le proteste e, più importante ancora, fornire risposte a chi si sente minacciato da tali innovazioni.
Come sciogliere il nodo?