"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
Visualizzazione post con etichetta classi dirigenti manageriali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta classi dirigenti manageriali. Mostra tutti i post

lunedì 4 febbraio 2013

I casi Saipem e MPS: il Progetto Strategico come strumento di trasparenza e di sviluppo


di
Francesco Zanotti

Mi riferisco ai casi MPS e Saipem. Voglio proporre una via per evitarli nel futuro.

Oggi le classi dirigenti manageriali considerano le imprese istituzioni, destinate a mantenere stabile la loro identità nel tempo. Il compito dei manager è quello di farle funzionare meglio.
Il Progetto Strategico è poco più che un programma operativo per il futuro.
E’ partendo da questa ipotesi che si spiegano i casi suddetti che non c’entrano in nessun modo con l’etica.
Infatti, se le imprese sono istituzioni, allora l’obiettivo dei top manager è quello di occupare le posizioni migliori. E’ quello di diventare top manager delle imprese-istituzioni più prestigiose. Le loro competenze sono competenze relazionali, le loro risorse sono le loro reti di relazioni che sono strutturalmente collusive.
Il funzionamento dell’Istituzione viene delegato ai manager operativi. La redazione di un Progetto Strategico che è solo programma operativo non li riguarda.
Quando occorre affrontare problemi di instabilità ambientali (Saipem in Africa) o di sviluppo strategico (una acquisizione per MPS) i top manager utilizzano le competenze e le risorse di cui dispongono: cercano di costruire nuove reti collusive. Questo modo di affrontare problemi non istituzionali, da un lato, non funziona e poi è foriero di “tentazioni” non ortodosse.

Come evitare questa deriva strategica? Non certo con richiami all’etica ...