"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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martedì 14 gennaio 2014

Credit Crunch e l’imprenditorialità del copiare

di
Francesco Zanotti


La notizia è sui giornali di oggi: arriva il sesto gestore di car sharing.
Certo, si tratta di una nuova impresa, ma che copia il business di altri. Si pone un obiettivo di 50.000 abbonati. Ma le ragioni per cui tanta gente dovrebbe preferire questo nuovo gestore sono deboli.

Purtroppo ci stiamo abituando alla imprenditorialità del copiare. Se poi le banche non finanziano imprenditori che copiano, continuiamo a chiamarlo “Credit Crunch” (sottintendendo che è immotivato) oppure doverosa rispetto verso i depositanti?

martedì 30 luglio 2013

Ho già dato, adesso lasciatemi lavorare!

di
Luciano Martinoli


Sono sempre più frequenti gli annunci di pubblicazione dei bilanci di sostenibilità da parte delle grandi aziende.
Recentemente quello di A2A, qualche mese fa Terna.
Tutto bene, bravi, ma...
E' sorprendente che tali piani siano sempre rilasciati in momenti, e temo anche interlocutori, diversi da quelli economici. E viceversa.
Chi assiste a tali presentazioni sui bilanci di sostenibilità è invitato, e assiste (o si interessa), ai risultati economici dell'azienda? Si preoccupa di conoscere con quali soldi tale sostenibilità sarà "sostenuta" (o se tale sostenibilità produrrà risultati economici)? 
Qualcuno di questi signori è interessato, nel caso di A2A, che gli investimenti di 1,2 miliardi di euro, pur comunicati anche nel piano economico finanziario, produrranno ritorni economici?

E gli investitori istituzionali, o anche i semplici stakeholder, obbligazionisti e tutti coloro interessati alle attività economiche dell'azienda, presenziano tali eventi sul bilancio della sostenibilità? Sono interessati a come i loro soldi vengono impiegati? In che modo "sostenibile" producono, o non producono per colpa della "sostenibilità", quelle prestazioni economiche che si aspettano?

venerdì 5 luglio 2013

Che tipo di "Business" vogliamo fare?

di
Luciano Martinoli

Sul Sole24ore è stato pubblicato un articolo sulle borse "più forti" dall'inizio dell'anno. Sono tutte piazze minori dove, come giustamente sottolinea l'autore dell'articolo, si sono concentrate le attenzioni degli speculatori. In ogni caso chi ha investito in quelle borse ha fatto del "business", come comunemente si usa dire, e ha portato a casa bei guadagni rispetto agli asfittici listini del vecchio continente e del Nord America.

La Banca Mondiale sin dal 2002 ha lanciato l'iniziativa "Doing Business" che misura alcuni parametri facilitatori del business: accesso al credito, permessi per costruire, tempi per risolvere una controversia, ecc.
Ho confrontato allora la classifica pubblicata dal Sole24ore, in realtà stilata da Bloomberg, e la posizione degli stessi paesi nella classifica DoingBusiness.
Ecco il risultato