di
Francesco Zanotti
Se vi sedete sulle
rive di un torrente di montagna davanti ad un ghiacciaio, oppure davanti al
mare che lambisce la spiaggia di un’isola tropicale vi sentite parte
della natura. Sono sensazioni positive, emozionanti, dolci, profumate.
Adesso immaginate di
sedervi nel piazzale antistante una impresa industriale. Ecco non avrete
esattamente le stesse sensazioni.
E va beh,
risponderete, bella forza, questo è un duro ambiente di lavoro, quello è un
piacevole ambiente naturale.
Ecco, questa obiezione
è la misura del guaio in cui ci siamo cacciati. Abbiamo costruito una società
artificiale per soddisfare i nostri bisogni igienici. Abbiamo raggiunto questo
obiettivo, ma ad un costo che diventa sempre più insostenibile. La differenza
tra un ambiente naturale ed uno artificiale è grandissima, tanto che i due
ambienti difficilmente potranno coesistere ancora a lungo.