"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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mercoledì 9 agosto 2017

Sulla carenza dei progetti aziendali

di
Luciano Martinoli


C'è chi fa soldi e vede l'azione scendere, chi ne perde e si indebita e la vede salire, chi si tiene i soldi in pancia e non fa investimenti. Il punto di vista da accogliere per comprendere questi fenomeni è l'esistenza, e la loro qualità, dei progetti di sviluppo.

Tenaris ha appena annunciato risultati positivi per il primo semestre del 2017, con ricavi e margini in aumento. Ciononostante l'azione in borsa a Milano è crollata del 7% e successivamente sospesa per eccesso di ribasso. Ennesima follia dei mercati o loro lungimiranza? 
Propendo per la seconda.

giovedì 15 ottobre 2015

Megafusioni: L'inizio della fine?

Colonne d'Ercole

Oltre lo stretto di Gibilterra alla ricerca di "fondamentali"
dell'economia e della finanza migliori (o uguali?).

di
Luciano Martinoli


Sono stati riportati anche dai giornali nazionali le due megafusioni per un totale di 170 miliardi di dollari. Parliamo di Dell-EMC e Anheuser-Busch Inbev-SABMiller.
Andrew Ross Sorkin, dalle pagine virtuali di Dealbook (rubrica elettronica del New York Times), mette in guardia, molto correttamente, sui possibili entusiasmi: Più che un segnale di "mercato debole" siamo di fronte ad una "debolezza dei fondamentali".

venerdì 7 febbraio 2014

Le agenzie di rating e i "racconti" che non ci sono

di 
Luciano Martinoli


Egregio Dott. Taino
Ho letto con interesse il suo gustoso commento, pubblicato sul Corsera del 6 febbraio scorso, sulla vicenda delle agenzie di rating e del procuratore De Dominicis.
Sono d’accordo sulla sua analisi… ma solo in parte.

venerdì 20 settembre 2013

Rating Bancario e "Notte dell'Imprenditorialità"

di
Luciano Martinoli


Il Sole 24 Ore di oggi riporta un articolo sul declassamento del rating, l’ennesimo, di alcune banche italiane da parte delle agenzie di rating. Questa volta è il turno della Popolare di Milano e di Carige.
Quali sono i criteri, almeno relativi alle ultime due “vittime”, con i quali si è proceduto a questo giudizio negativo? Parrebbe, a detta degli autori dell’articolo, semplicemente singoli eventi. Sarebbe certamente interessante saperne di più, ma non è dato conoscere se questa lacuna informativa sia dovuta alle agenzie, che non motivano nel dettaglio le loro decisioni, o della stampa, che non le riporta.
In ogni caso ce ne è a sufficienza per porsi una domanda di fondo: quali sono i convincimenti di base delle agenzie di rating rispetto ai quali elaborano i criteri di giudizio? 
Detto in altri termini: quale è la loro visione del mondo?