"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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lunedì 29 agosto 2016

Terremoti anche nella finanza: il caso minibond

di
Luciano Martinoli


E' recente la notizia che in Germania su 164 emissioni minibond 34 non verranno mai onorati per il fallimento dell'azienda emittente. A questi vanno aggiunti otto casi di ristrutturazione del debito extragiudiziale e altri 13 casi di situazioni classificate come inadempienze probabili. In totale 55 default, o probabili tali, ovvero il 33% circa del totale. 

In Italia le cose vanno meglio visto che finora vi è stato solo un fallimento (Grafiche Mazzucchelli di cui commentammo la notizia in un precedente post) ma... per quanto tempo?
Infatti all'orizzonte si profila un nuovo default.

domenica 13 aprile 2014

BPM: governare il nulla

di
Francesco Zanotti


Un signore vede un amico che corre come un disperato e gli chiede: “Dove vai così di fretta?”. Risposta lapidaria: “Non lo so!”. “Ma, allora, perché corri?”. Risposta sconfortante: “Perché arrivo prima!”.
Senso: quale governance per la BPM? Una nessuna centomila: quasi tante proposte quanto sono i Soci. Ma per Governare cosa? Non se ne discute! Nessuno ha il sogno di una nuova banca. Solo efficienza, riduzione di costi et similia.

Allora, invece di discutere su chi governerà il nulla, stimoliamo i Soci e cercare una nuova modalità di fare banca: il dove andare. Progettando un nuovo sistema di servizi per lo sviluppo delle comunità economiche che si riconoscono in BPM. La nuova governance emergerà d questa progettualità sociale.

venerdì 20 settembre 2013

Rating Bancario e "Notte dell'Imprenditorialità"

di
Luciano Martinoli


Il Sole 24 Ore di oggi riporta un articolo sul declassamento del rating, l’ennesimo, di alcune banche italiane da parte delle agenzie di rating. Questa volta è il turno della Popolare di Milano e di Carige.
Quali sono i criteri, almeno relativi alle ultime due “vittime”, con i quali si è proceduto a questo giudizio negativo? Parrebbe, a detta degli autori dell’articolo, semplicemente singoli eventi. Sarebbe certamente interessante saperne di più, ma non è dato conoscere se questa lacuna informativa sia dovuta alle agenzie, che non motivano nel dettaglio le loro decisioni, o della stampa, che non le riporta.
In ogni caso ce ne è a sufficienza per porsi una domanda di fondo: quali sono i convincimenti di base delle agenzie di rating rispetto ai quali elaborano i criteri di giudizio? 
Detto in altri termini: quale è la loro visione del mondo?

giovedì 4 luglio 2013

Quale è la voglia di futuro delle imprese italiane?

di
Luciano Martinoli



Più generalmente, quale è la voglia di futuro delle classi dirigenti della società italiana? Dal nostro secondo Rapporto sul "Rating dei Business Plan" delle aziende FTSE MIB e STAR, il risultante più appariscente è che appare poca voglia di futuro e molta voglia che qualcun altro generi una ripresa che possa conservare il passato. Salvo qualche importante eccezione.
Noi crediamo che questa poca voglia di futuro sia la causa profonda della crisi che stiamo vivendo.
Abbiamo sviluppato ed applicato una metodologia di Rating dei Business Plan che ci ha rivelato questa situazione e che fornisce gli strumenti per costruire, come è indispensabile fare, una nuova voglia di futuro. 

Un futuro da costruire, diversissimo dal passato.
Oggi tutti invocano la crescita. E si riferiscono a quella del sistema industriale attuale; ma questo è impossibile, soprattutto in Italia.
Dobbiamo riconoscere, infatti, che la vera e propria ecologia di crisi che ci sta soffocando nasce dal fatto che l’attuale sistema economico-finanziario, e la società che lo ospita e lo sostiene, la società industriale, stanno perdendo di significato e di funzionalità. La crisi finanziaria è solo una manifestazione di questa complessiva ecologia di crisi anche se, ovviamente, ha contribuito a complicarla.