"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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mercoledì 3 febbraio 2016

Interrogativi irrituali sugli NPL

di
Luciano Martinoli


Sul sole24ore del primo febbraio vi è un interessante articolo sugli NPL, bad bank e quant'altro sull'argomento che è balzato recentemente agli onori della cronaca in merito ai dissesti del mondo bancario.
L'autore è Fabrizio Galimberti che, con il suo stile didascalico, aiuta a comprendere con parole facili cosa siano le entità di cui si parla e le circostanze che le hanno generate.
Proprio questa chiarezza e semplictà di linguaggio consente di proporre un punto di vista radicalmente diverso che, sorprendentemente, non viene considerato da nessuno, nonostante la gravità della situazione suggerirebbe (imporrebbe?) di guardare al problema in modo diverso.

domenica 22 novembre 2015

Fallimenti, procedure di allerta e Business Plan

di
Francesco Zanotti

Risultati immagini per crisi d’impresa

E’ ovvio che è inutile chiudere le stalle quando i buoi sono fuggiti. Occorre cercare di capire la turbolenza dei buoi, la debolezza delle porte della stalla …
Leggo oggi sul Sole24Ore che lo schema di legge delega sulla riforma del diritto fallimentare sta per trovare la sua veste definitiva.
Uno dei temi chiave è costituto dalle procedure di allerta.
Esse sono certamente importanti per comprendere su nascere la crisi d’impresa. Ma cosa deve allertare?
A me sembra che, innanzitutto debba allertare la mancanza di un Business Plan: se l’impresa non ha un progetto di futuro come potrà sopravvivere in un mondo in drammatico cambiamento?
Secondariamente, occorre saper valutare la qualità di un Business Plan. Servono “Revisori strategici” che abbiano una metodologia di “Rating dei Business Plan”.
Post brevissimo, lapidario. Ma vuole stare scritto su di una pietra che segna la strada del futuro. Non su quella che racconta di un passato, pure glorioso, ma finito.


giovedì 12 dicembre 2013

Abbasso la competitività

di
Francesco Zanotti



“Chi non vuole economie competitive?” si chiede Leonardo Maisano sul Sole 24 Ore di oggi. Beh non so voi, ma io comincio a dire che l’espressione “economie competitive” non so cosa voglia dire. Mi piacerebbe che l’Autore dell’articolo cercasse di definire cosa vuol dire questa affermazione che, a suo dire, tutti condividono.
Se poi, per caso, volesse dire “economie dove le imprese cercano competitività”, allora dichiaro che non voglio questo tipo di economie. Non le voglio non per motivi “ideali”: è troppo cruda e brutale la ricerca della competitività, chi ci va di mezzo sono i più deboli e cose simili. Non le voglio perché la ricerca della competitività porta le imprese a perdere la capacità di produrre cassa e, quindi, a fallire. E trascinare nel fallimento le banche e la società tutta.

La competizione è una battaglia che si può solo perdere. Se anche un’impresa raggiungesse un differenziale di competitività sufficientemente alto da riuscire ad aumentare la sua capacità di produrre cassa (qualcuno mi deve spiegare come questo potrebbe essere possibile, però), immediatamente dopo i concorrenti pareggerebbero il conto. Grandi sforzi anche economici di tutti per finire ad essere costretti a giocare l’arma del prezzo che è davvero l’ultimo rifugio di coloro che non sono capaci di intraprendere nuove strade.