"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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venerdì 31 marzo 2017

La Nutella e la Governance

di
Francesco Zanotti
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Che mestiere fa l’imprenditore? “Inventa” la Nutella … Che mestiere fanno gli eredi? Campano con la Governance …

I giornali (es. Il Sole 24Ore) riportano le ragioni per le quali Ferrero ha deciso un cambio di Governane. Guarda caso una Governane duale …
Le ragioni sono le seguenti: “Rafforzare la propria capacità competitiva sui mercati mondiali del cioccolato e del settore dolciario e accelerare il proprio percorso di crescita.”.
Sono ragioni “mainstream”. Mutatis mutandis, ogni impresa dice: voglio aumentare la mia capacità competitiva nei confronti dei fornitori (mercato del cioccolato … ma … perché non anche quello delle nocciole del Piemonte?) e dei miei clienti e distributori (il settore dolciario).
Anche il Cav. Michele si è messo a progettare una nuova Governance per essere più competitivo … o no? Meno male che il Cav Michele non sapeva nulla di “capacità competitiva”. Così è riuscito a costruire un “mondo” di Nutella. Io credo che invece di cambiare la Governance per competere sarebbe meglio si inventassero qualcosa di altrettanto straordinario della Nutella. Per il nostro palato e per il nostro sviluppo economico futuro.



giovedì 25 febbraio 2016

A cosa servono gli imprenditori per gli economisti?

di
Luciano Martinoli



Seguendo i dibattiti sui media, per gli economisti l'imprenditore, a sorpresa, non ha nessun ruolo. Un esempio lampante di questa mia affermazione è l'articolo di oggi sul sole24ore di Fabrizio Galimberti .
Alla domanda su dove va l'economia italiana, tira in ballo politiche di supporto alla domanda, governo, debolezza corale, produzione industriale in calo fino ad arrivare a invocare i suggerimenti di  Keynes.
Se questi, ed altri, fossero presupposti indispensabili per lo sviluppo delle imprese, come si spiegano i successi della solita Apple, ma anche di Luxottica, Ferrero, Barilla, Prysmian, e tante altre aziende (anche se troppo poche) in Italia come nel mondo?

E' sempre più chiaro che è arrivato il momento di cambiare prospettiva, considerando l'inefficacia dell'attuale punto di vista degli economisti, e considerare l'economia non dall'alto dei trend o dei supporti e stimoli che possono venire da altri sistemi (politico, giuridico, sociale, ecc.) ma dal basso, dai singoli attori che determinano i destini dell'economia con i loro comportamenti: le aziende.

Aveva ragione Coase, premio nobel per l'economia nel 1991, quando pubblicò nel 2012 un articolo su Harvard Business Review dal titolo "Salviamo l'economia dagli economisti"!
Giustamente esordiva dicendo che "l'economia come presentata oggi nei testi e insegnata nelle scuole (e, aggiungo io, trattata nella stampa e nel dibattito pubblico) non ha molto a che fare
con la gestione del business e men che meno con l'imprenditorialità".
Come dargli torto?

Allora è il caso di tornare alle origini, come ricorda lo stesso Coase, e considerare l'economia fatta dalla somma dei "comportamenti strategici" delle singole aziende e, a tale scopo, dotarsi di opportuni strumenti di sollecitazione e di analisi.
E' evidentemente finito il tempo per le invocazioni retoriche di interventi "divini" e misteriosi 
(il ritorno della domanda, quasi un sequel cinematografico), la pratica di inutili e sterili danze della pioggia (interventi di governi, summit, stress test, ecc.) e la triste e sterile constatazione dell'inefficacia di tutto questo.
L'azienda deve tornare a produrre abbondante cassa perchè solo essa è il cuore e la forza dell'economia (generare la domanda, creare occupazione, consentire l'abbattimento della tassazione,ecc.). In assenza non ci sono stimoli che tengano.
Dunque non sono i rapporti dell'Istat o dell'Inps, i decreti leggi del Governo Renzi o Cameron, i quantitative easing di BCE o FED che possono cambiare le sorti dell'economia ma lo può fare esclusivamente la progettazione dell' attività d'impresa e l'analisi di tali progetti. 

sabato 31 ottobre 2015

La risorsa più scarsa

Colonne d'Ercole

Oltre lo stretto di Gibilterra alla ricerca di "fondamentali"
dell'economia e della finanza migliori (o uguali?).

di
Luciano Martinoli


Anthony Doyle, investment director del team retail fixed interest di M&G Investments, all'avvicinarsi di Halloween si è divertito (ma non c'è proprio nulla di divertente) a realizzare i 5 grafici più spaventosi sull'economia globale.
Per lo scopo del titolo di questo post consideriamo solo il primo.