di
Luciano Martinoli
Seguendo i dibattiti sui media, per gli economisti l'imprenditore, a sorpresa, non ha nessun ruolo. Un esempio lampante di questa mia affermazione è l'articolo di oggi sul
sole24ore di Fabrizio Galimberti .
Alla domanda su dove va l'economia italiana, tira in ballo politiche di supporto alla domanda, governo, debolezza corale, produzione industriale in calo fino ad arrivare a invocare i suggerimenti di Keynes.
Se questi, ed altri, fossero presupposti indispensabili per lo sviluppo delle imprese, come si spiegano i successi della solita Apple, ma anche di Luxottica, Ferrero, Barilla, Prysmian, e tante altre aziende (anche se troppo poche) in Italia come nel mondo?
E' sempre più chiaro che è arrivato il momento di cambiare prospettiva, considerando l'inefficacia dell'attuale punto di vista degli economisti, e considerare l'economia non dall'alto dei trend o dei supporti e stimoli che possono venire da altri sistemi (politico, giuridico, sociale, ecc.) ma dal basso, dai singoli attori che determinano i destini dell'economia con i loro comportamenti: le aziende.
Giustamente esordiva dicendo che "l'economia come presentata oggi nei testi e insegnata nelle scuole (e, aggiungo io, trattata nella stampa e nel dibattito pubblico) non ha molto a che fare
con la gestione del business e men che meno con l'imprenditorialità".
Come dargli torto?
Allora è il caso di tornare alle origini, come ricorda lo stesso Coase, e considerare l'economia fatta dalla somma dei "comportamenti strategici" delle singole aziende e, a tale scopo, dotarsi di opportuni strumenti di sollecitazione e di analisi.
E' evidentemente finito il tempo per le invocazioni retoriche di interventi "divini" e misteriosi
(il ritorno della domanda, quasi un sequel cinematografico), la pratica di inutili e sterili danze della pioggia (interventi di governi, summit, stress test, ecc.) e la triste e sterile constatazione dell'inefficacia di tutto questo.
L'azienda deve tornare a produrre abbondante cassa perchè solo essa è il cuore e la forza dell'economia (generare la domanda, creare occupazione, consentire l'abbattimento della tassazione,ecc.). In assenza non ci sono stimoli che tengano.
Dunque non sono i rapporti dell'Istat o dell'Inps, i decreti leggi del Governo Renzi o Cameron, i quantitative easing di BCE o FED che possono cambiare le sorti dell'economia ma lo può fare esclusivamente la progettazione dell' attività d'impresa e l'analisi di tali progetti.