"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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martedì 18 ottobre 2016

Aumentare la produttività... aumentando gli stipendi! Il caso Walmart

di
Luciano Martinoli


Si parla tanto di aumento della produttività. Il gigante della distribuzione americano ha affrontato il problema alla radice e lo ha risolto nel più "irrituale" dei modi, secondo la borsa e gli economisti: aumentando gli stipendi.

Se i lavoratori sono pagati di più, gli viene offerta migliore formazione e possibilità di carriera, l'azienda diventa più profittevole o meno? 
E' la scommessa che ha fatto, e almeno fino a questo momento vinta, il gigante della distribuzione Walmart, come riporta un articolo del New York Times.
Una mossa tanto azzardata, secondo i canoni classici della gestione aziendale, quanto banale. Ma sopratutto la riscoperta che il principale asset aziendale, quello più reattivo agli "investimenti", continuano ad essere quelle persone che oggi invece sono il primo target per le ristrutturazioni, licenziamenti, pre-pensionamenti. 
Una bella lezione che viene proprio da uno dei colossi che aveva fatto della "spremitura" costi la sua principale strategia e i cui risultati alla lunga erano stati deludenti.
Una indicazione di una direzione che tante aziende nostrane (penso alle banche) dovrebbero considerare senza ideologie, sulla base di piani non preconfezionati e liberi da condizionamenti esterni (analisti, borsa, finanza, ecc.).
Se l'ha fatto Walmart (485 miliardi di dollari di fatturato nel 2015, opera in 50 paesi, impiega 2,2 milioni di persone in 11.562 negozi, quotata alla borsa di New York) perchè non lo possono fare altri?


martedì 14 aprile 2015

Ma che ne sanno gli advisor …

di
Francesco Zanotti


I giornali riportano che le banche che devono “risistemarsi” stanno scegliendo gli advisor. E chi scelgono? Scelgono banche d’affari.
La mia domanda è: ma che ne sanno le banche d’affari?
Il problema delle banche è quello di disegnare Progetti Strategici (Business Plan) alti e forti che ridisegnino il ruolo sociale della banca concretizzandolo in un nuovo insieme di servizi.

Per riuscirci, servono conoscenze e metodologie di strategia d’impresa. Ma le banche d’affari non dispongono di queste conoscenze. Allora la risposta alla domanda “ma che ne sanno le banche d’affari” è: nulla! Attendiamoci una stagione di ristrutturazioni societarie nella più completa conservazione strategica. Mi spiace Italia.

martedì 24 gennaio 2012

Edipower: ma che ne sanno avvocati e banchieri...


di
Francesco Zanotti

Leggo sul Sole 24 Ore di oggi (prima pagina Finanza e Mercati), un articolo di Simone Filippetti sul caso Edipower dal titolo “Ora il mercato chiede coesione”.
L’Autore sostiene che “avvocati e banchieri stavano limando i dettagli dell’agognato accordo su Edipower”. Ma accordo su cosa? Ma un accordo sulla Governance, perbacco …
Purtroppo si parla di una Governance che riguarda la distribuzione del potere. Come se Edipower fosse una eterna burocrazia, il cui unico problema è a chi si lascia il potere di dominarci sopra.
La sfida dovrebbe essere, invece, quella di inaugurare una nuova stagione di progettualità strategica. Sarebbe tempo che non si badasse al potere, ma a costruire progetti importanti d’impresa. Sarebbe importante che processi di ristrutturazione societaria fossero solo la modalità di dare miglior veste giuridica a una impresa dotata di un progetto capace di stravolgere il mercato dell’energia.
Sarebbe importante, ma … fino a che guidano la danza banchieri ed avvocati che non sanno nulla delle conoscenze e delle metodologie di strategia d’impresa scambieremo la forma giuridica con la sostanza. Incuranti del fatto che al nostro sistema economico serve davvero una rivoluzione nel mercato dell’energia.