"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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lunedì 26 dicembre 2016

MPS: il Flop degli Advisor

di
Francesco Zanotti

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Si sono messi proprio tutti insieme: tutte le banche più importanti. Ma non hanno cavato un ragno dal buco. Sarà l’alleanza tra Stato e risparmiatori che salveranno MPS. Non è forse l’ora di fare emergere una nuova generazione di advisor che dispongano di altre, più potenti, risorse cognitive?

Gli Advisor più blasonati hanno come competenza chiave una rete di relazioni che permettono loro di fare acquisire ai loro protetti le risorse finanziarie di cui hanno bisogno. E hanno tutte le competenze finanziarie e giuridiche che servono a fare con diligenza queste operazioni di capitale.
Sono come abilissimi gestori di distributori di benzina che sanno fare, anche se a caro prezzo, il pieno alle auto che si rivolgono loro.
Il loro mestiere ha senso, però, se le auto a cui fanno il pieno non hanno il serbatoio bucato. Se le auto hanno il serbatoio bucato (e tanto più l’hanno bucato quanto più questo accade) non riescono neanche a lasciare il distributore, altro che lanciarsi lungo le strade dell’economia per affrontare il loro percorso di servizio.
Il problema è che oggi la auto (MPS, ma anche altre banche e imprese) hanno il serbatoio gravemente bucato. Ed allora la benzina , appena rifornita, si disperde sui piazzali.
Allora servono advisor ed analisti che sappiano occuparsi dei serbatoi. Ma non possono essere quelli che oggi saltabeccano da una banca d’affari ad un altra. Serve gente che disponga di solide ed avanzate conoscenze strategico-organizzative da mettere a disposizione dei manager perché si aggiustino i serbatoi. E già che ci sono si occupino anche del motore e sappiano progettare una loro strada di servizio allo sviluppo di questo nostro Paese.



martedì 14 aprile 2015

Ma che ne sanno gli advisor …

di
Francesco Zanotti


I giornali riportano che le banche che devono “risistemarsi” stanno scegliendo gli advisor. E chi scelgono? Scelgono banche d’affari.
La mia domanda è: ma che ne sanno le banche d’affari?
Il problema delle banche è quello di disegnare Progetti Strategici (Business Plan) alti e forti che ridisegnino il ruolo sociale della banca concretizzandolo in un nuovo insieme di servizi.

Per riuscirci, servono conoscenze e metodologie di strategia d’impresa. Ma le banche d’affari non dispongono di queste conoscenze. Allora la risposta alla domanda “ma che ne sanno le banche d’affari” è: nulla! Attendiamoci una stagione di ristrutturazioni societarie nella più completa conservazione strategica. Mi spiace Italia.

martedì 17 dicembre 2013

Soldi per fare che?

di
Francesco Zanotti


Tutti si stanno sforzando di aumentare i flussi di denaro che vanno alle PMI. Ma quale è l’obiettivo? Sembra che l’obiettivo sia la loro sopravvivenza fino a che la crisi non passa. Bene dobbiamo metterci in testa che, per le imprese che aspettano la fine della crisi, questa fine non arriverà mai! La crisi finirà solo per quelle imprese che useranno i soldi non per sopravvivere, ma per fare finire la crisi. Cioè per le imprese che si dotano di Progetti di Sviluppo (descritti in Business Plan dettagliati) alti e forti. Essi devono avere come output finale una produzione di cassa alta e forte come alto e forte è il progetto che si propone di generarla.
Allora diamo i soldi solo a quelle imprese che hanno un progetto di sviluppo alto e forte. Aiutiamo quelle che non ce l’hanno a dotarsene. Facciamo in modo che chi dà questi soldi sappia valutare se i Business Plan descrivono progetti alti e forti. Solo così usciremo dalla crisi.

Come facciamo a far sì che tutte queste cose accadano? Diffondendo conoscenze avanzate di strategia d’impresa presso imprenditori, advisor, istituzioni finanziarie, commercialisti, avvocati e consulenti di direzione. Purtroppo questi professionisti oggi non ne dispongono. Ovviamente non per colpa loro, ma perché nessuno ha mai fatto lo sforzo di raccogliere il meglio della cultura strategica, sintetizzarlo in strumenti di progettualità e valutazione strategica. Noi lo abbiamo fatto e vogliamo rendere disponibili i risultati che abbiamo ottenuti. Solo diffondendo queste conoscenze e metodologie usciremo dalla crisi.