"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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martedì 17 dicembre 2013

Soldi per fare che?

di
Francesco Zanotti


Tutti si stanno sforzando di aumentare i flussi di denaro che vanno alle PMI. Ma quale è l’obiettivo? Sembra che l’obiettivo sia la loro sopravvivenza fino a che la crisi non passa. Bene dobbiamo metterci in testa che, per le imprese che aspettano la fine della crisi, questa fine non arriverà mai! La crisi finirà solo per quelle imprese che useranno i soldi non per sopravvivere, ma per fare finire la crisi. Cioè per le imprese che si dotano di Progetti di Sviluppo (descritti in Business Plan dettagliati) alti e forti. Essi devono avere come output finale una produzione di cassa alta e forte come alto e forte è il progetto che si propone di generarla.
Allora diamo i soldi solo a quelle imprese che hanno un progetto di sviluppo alto e forte. Aiutiamo quelle che non ce l’hanno a dotarsene. Facciamo in modo che chi dà questi soldi sappia valutare se i Business Plan descrivono progetti alti e forti. Solo così usciremo dalla crisi.

Come facciamo a far sì che tutte queste cose accadano? Diffondendo conoscenze avanzate di strategia d’impresa presso imprenditori, advisor, istituzioni finanziarie, commercialisti, avvocati e consulenti di direzione. Purtroppo questi professionisti oggi non ne dispongono. Ovviamente non per colpa loro, ma perché nessuno ha mai fatto lo sforzo di raccogliere il meglio della cultura strategica, sintetizzarlo in strumenti di progettualità e valutazione strategica. Noi lo abbiamo fatto e vogliamo rendere disponibili i risultati che abbiamo ottenuti. Solo diffondendo queste conoscenze e metodologie usciremo dalla crisi.

mercoledì 19 dicembre 2012

Proposte a babbo morto


di
Francesco Zanotti

Tutti sanno perché si dice “a babbo morto” per indicare un Evento incerto nel tempo, ma lontano. Era l’impegno dei giovani di buona famiglia quando prendevano soldi a prestito “Li restituirò a babbo morto”. Cioè quando sarà morto mio padre ed erediterò la sua fortuna.

Ecco oggi sul Sole 24 Ore Alberto Quadrio Curzio sponsorizza tre proposte presentate dalla Commissione Europea per la “crescita”. Lasciamo stare i contenuti: guardiamo i tempi. La proposta a breve prevede di fare una cosa entro 18 mesi. Quella a medio termine entro 5 anni. Quella a lungo termine dopo i 5 anni.
E tra oggi e 18 mesi? Per chi vive nelle aule universitarie garantito da stipendi o pensione e prebende (o chi gioca con le campagne elettorali) 18 mesi è domani mattina. Ma per chi deve pagare tasse, stipendi e tredicesime domani mattina una crescita che venga rilanciata da una qualunque cosa si farà tra 18 mesi e del tutto inutile: non sopravviverà 18 mesi! A 18 mesi saranno morti prima che muoia il babbo.
Occorre pensare a qualcosa da fare subito. Prima di Natale e durante le feste.
E questo qualcosa da fare subito è la cosa più efficace. Le banche e le Associazioni imprenditoriali potrebbero diffondere la nuova cultura strategica che oggi è disponibile. Essa potrebbe scatenare una nuova progettualità imprenditoriale e costruire intorno a questa nuova progettualità una nuova alleanza (davvero santa) di sviluppo tra banche ed imprese.
Ma come può proporre questa cultura chi non la conosce?

sabato 21 luglio 2012

Sofferenze bancarie prossime venture


di
Francesco Zanotti

Tutti sanno che una parte significativa (20-30 % .. oltre?) dell’attuale sistema industriale non riesce a, come si dice, a “stare sul mercato”.
Questo significa, innanzitutto, che le sofferenze sono destinate a breve ad aumentare ben al di là di quanto permetterebbe il patrimonio delle banche.
I concetti tradizionali di valutazione del rischio sono inutili. Il problema non è come evitare rischi. Il problema è come fronteggiare la crisi di coloro ai quali i crediti sono già stati concessi.
La soluzione esiste ed è possibile. Le banche devono dotarsi di strumenti di valutazione dei Progetti d’impresa. Questi stessi strumenti devono, contemporaneamente, essere capaci di stimolare una nuova progettualità d’impresa.
Noi abbiamo costruito un Rating Progettuale dei Business Plan che permette di raggiungere ambedue questi obiettivi.
Non è un Rating qualunque. Nasce da un progetto di ricerca che è andato ad esplorare tutte la cultura strategica mondiale costruendone una nuova sintesi.

lunedì 4 giugno 2012

Il Caso Generali


di
Francesco Zanotti

Da quando mi occupo di finanza (oramai dalla metà degli anni ’80) il Caso Generali è sempre stato al centro dell’attenzione. E questa attenzione si è sviluppata con una logica senza tempo: sempre gli stessi discorsi. Sempre la stessa attenzione al potere. E’ che fino alla fine del secolo chi cercava di mantenere un equilibrio di potere nella finanza e nell’industria si chiamava Enrico Cuccia. Oggi ci sono gli eredi, che sono il parallelo degli eredi dei politici della prima repubblica e che giocano ancora lo stesso gioco. Il giuoco che vedevano fare dai loro capi (finanziari o politici) e che ora cercano di giocare in prima persona non avendone la statura e non essendo più quel tempo. Ed allora oggi tutto diventa tragicomico.

Non abbiamo alcun equilibrio da mantenere, abbiamo tutto da ricostruire. Non servono alchimie di potere, ma slanci etici e progettuali …

Invito il lettore a fare una prova. Greco avrà sostituito Perissinotto per gestire ovviamente in modo diverso la Compagnia. Bene andate a vedere se il Progetto d’Impresa (che si chiamerà: Piano industriale) delle Generali cambia radicalmente. Cercatelo ed andate a leggerlo. E’ probabile che troverete qualcuno degli slogan che vanno di moda: poca finanza, competitività, riduzione dei costi. E’ difficile che troviate un grande progetto come potrebbe essere la proposta di un nuovo sistema di welfare. E’ anche difficile che troviate un piano industriale scritto usando gli standard internazionali, suggeriti dalla cultura strategica. Pronto ovviamente (e felice di farlo) se fossi smentito dai fatti futuri …
Forse c’entra anche il fatto che Cuccia leggeva Kant …

martedì 24 aprile 2012

Soldi e “caselle” le risorse chiave per costruire sviluppo


di
Francesco Zanotti

Proviamo con una proposta inedita e, per questo, strana. Credo proprio che sarebbe in grado di generare sviluppo.
Una proposta semplicissima sia a descriversi che a realizzarsi: riguarda i soldi e le caselle.

I soldi.
Invece di emettere Eurobond per finanziare, sostanzialmente, progetti infrastrutturali, propongo, innanzitutto, di battere nuova moneta a fronte di grandi progetti per costruire nuove grandi imprese.
Quando un imprenditore (non importa se industriale, di servizi o sociale) presenta un progetto di impresa (compresa la ricerca per avviarlo), allora le banche lo finanziano con un fondo di “nuova moneta” messo a disposizione della Banca Centrale.
Ecco spiegata la prima parte del titolo che, a prima vista, sarebbe potuto sembrare la scoperta dell’acqua calda.

E le “caselle”?