"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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domenica 28 dicembre 2014

Competitività deprimente

di
Francesco Zanotti


Ho appena ascoltato in tv alcuni giovani imprenditori dichiarare che hanno l’obiettivo di diventare più competitivi.
Che tristezza! Perché illuderli? Perché frustrare il loro entusiasmo?
Li si illude perché oramai gli studiosi di strategia d’impresa hanno raggiunto un accordo unanime sul fatto che rincorrere competitività avrebbe senso se si potesse acquisire un vantaggio competitivo sostenibile. Ma questo non è possibile. E l’esperienza conferma quello che la teoria ha razionalizzato.
Li si illude perché non sanno che siamo tutti siamo stati costretti ad usare la metafora della competizione da una abile campagna di marketing delle “teorie” (a dir poco banali) di M. Porter. Al suo altare stiamo, inconsapevolmente sacrificando giovani e futuro.

E’ necessario guidare questi giovani a guardare all'impresa in modo diverso. Come a un luogo dove si progettano e si realizzano nuovi mondi. Non ad un sistema che vive in una giungla di nemici. Li stimoleremmo ad una nuova progettualità strategica alta e forte che, sola, può costruire sviluppo.

martedì 4 novembre 2014

Vantaggio competitivo sostenibile: un concetto insensato

di
Francesco Zanotti


Quale investitore non vuole investire in una impresa che ha un vantaggio competitivo sostenibile?
Nessuno! Ebbene dobbiamo renderci conto che è un obiettivo irrealizzabile. Non solo, il perseguirlo blocca il futuro.
E’ irrealizzabile perché, se anche una impresa avesse realmente oggi un vantaggio competitivo, esso sarebbe immediatamente minacciato dai concorrenti che cercherebbero di annullarlo. A proposito, ma quale Business Plan prevedere le contro mosse dei concorrenti? Nessuno. Si pensa forse che i concorrenti stiano lì a subire un vantaggio competitivo senza reagire?
Ma perché blocca il futuro? Perché concentra l’attenzione sul modello di business con il quale si sta operando e che è uguale a quello dei concorrenti. E nessuno si accorge che il problema fondamentale di oggi è che gli attuali sistemi d’offerta (prodotti e servizi) sta perdendo di senso. E se anche, per assurdo, si riuscisse ad acquisire un vantaggio competitivo sostenibile sarebbe in un business che non interessa più a nessuno.

  

lunedì 17 marzo 2014

M. Porter: la fine di un mito …

di
Francesco Zanotti


In questo blog abbiamo sempre sostenuto che l’analisi competitiva di M. Porter è uno strumento superato. Forse non è mai stato attuale. Abbiamo sostenuto che il concetto stesso di competizione è fuorviante: porta a cercare i costruire un vantaggio competitivo sostenibile che è impossibile.
A supporto delle nostre tesi vi sono praticamente tutti più qualificati esperti di strategia, ma fino ad ora il discorso è rimasto tra specialisti.
Poi ho trovato un articolo di Forbes che parla del fallimento della società di consulenza di Poter. In quello stesso articolo sono riassunte anche le critiche che anche noi abbiano presentato.
Si sostiene tra l’altro che il successo della teoria della strategia competitiva è stato solo frutto di una brillante operazione di Relazioni Pubbliche che ci siamo “bevuti tutti” un po’ ingenuamente.
Ecco il link all'articolo.

La domanda è: quando la pianteremo di usare i linguaggi e gli schemi della competizione per progettare a valutare, tra gli altri, i piani di futuro delle imprese?