"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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sabato 13 febbraio 2016

Le sofferenze sembrano cercate apposta

di
Francesco Zanotti

Risultati immagini per sofferenze bancarie

Si dice il peccato, ma non il peccatore. E il peccato è veramente grave.
Un Convegno, un alto dirigente, con autorevolezza sul tema, di una grande banca.
Alla domanda: ma quali sono le informazioni prospettiche che chiedete alle imprese? La risposta è stata (sintetizzo): “Noi non chiediamo Business Plan alle imprese perché non ce l’hanno. E non le spingiamo a farlo, altrimenti queste vanno dai concorrenti che non glielo chiedono.”.
Questa risposta significa che le banche concedono prestiti senza voler sapere che se ne fanno dei soldi, senza valutare se li useranno in un modo che farà loro aumentare la capacità di generare cassa. Si fidano sul fatto che le imprese che sono state brave nel passato lo saranno anche nel futuro.
Possibile contro obiezione: ma abbiamo i sistemi di Rating. Ok, allora guatdiamoci dentro. Primo: sono statisticamente sbagliati. E strategicamente banali, cioè insignificanti. Secondo: usano dati inevitabilmente vecchi. Storiella di qualche tempo fa. Un amico mio si vede richiedere un appuntamento da un “venditore” di un’altra grande banca che gli dice: “La sua azienda (una piccolissima società di consulenza) ha un rating molto positivo. Se apre un conto da noi le offriamo un fido di cassa senza garanzie di 10.000 Euro.”. Il mio amico sorride e bonariamente risponde: “Caro signore la ringrazio del giudizio positivo sul rating e anche dell’offerta. Ma sappia (ed ovviamente il venditore non poteva saperlo perché le banche guardano i dati di bilancio) che ho messo da qualche mese la mia aziendina in liquidazione.”.
Una storia più seria che abbiamo già raccontato qui, ma che ripetiamo perché fa bene il paio con quello che abbiamo detto. Riguarda la Banca dell’Etruria. Anni fa siamo andati dai vertici della banca e presentare il Rating che avevamo assegnato al loro Business Plan. Rating molto problematico che evidenziava la mancanza di una strategia nei confronti delle modalità di finanziamento delle imprese. Ci siamo anche permessi di fare proposte. La cortesia con cui siamo stati ricevuti è solo pari alla intensità del silenzio che ne è seguito.
Anche solo dopo queste poche righe: come si fa a non dire che le le banche se le cercano?



lunedì 23 febbraio 2015

Le banche e il caso Etruria

di
Francesco Zanotti


Curiosamente nella stessa pagina di Affari&Finanza compaiono due articoli che indicano quanto è lontana la soluzione al problema delle banche in crisi.
Il primo articolo sostiene che il problema del salvataggio delle banche è quello di capitalizzarle e cambiare il CDA e il DG.
Il secondo (una intervista a Cofferati) propone una democratizzazione che, però, poi finisce nell'allargare la platea di coloro che devono decidere gli stipendi dei manager.
Io penso che la soluzione stia altrove. Le banche (tutte, non solo quelle in crisi) devono dotarsi di Progetti di Sviluppo (Business Plan) alti e forti. Per farlo devono dotarsi di metodologie e conoscenze di strategia d’impresa di cui oggi non dispongono. Sono le stesse conoscenze e metodologie che avrebbero potuto evitare il crescere abnorme delle sofferenze e, forse, evitato l’emergere della crisi. Infatti attraverso queste conoscenze e metodologie avrebbero potuto non solo scegliere meglio le imprese da finanziare. Ma supportare quelle non finanziabili a costruirsi progetti di Sviluppo per tornare finanziabili.
La democratizzazione va bene, ma è necessario che arrivi a far partecipare stakeholder esterni ed interni alla definizione del Business Plan (progetto di Sviluppo della Banca).
Cosa c’entra la Banca dell’Etruria? C’entra perché un caso che dimostra quanto la soluzione (un Business Plan alto e forte) sia del tutto trascurata. Noi abbiamo sviluppato una Metodologia di Rating dei Business Plan che permette di capire quanto questi siano alti e forti. E la applichiamo alla Società degli indici FTSE MIB e Star di Borsa Italiana. Lo abbiamo applicato anche al Business Plan di Banca dell’Etruria: era ovvio che non era alto e forte. Noi non abbiamo analizzato la situazione dei bilanci, ma abbiamo concluso che, se fosse stata problematica, non sarebbe stata in nessun modo sanata attraverso la realizzazione di quel Business Plan. Abbiamo chiesto di presentare il nostro Rating al Vertice della Banca, ma siamo riusciti a incontrare solo due competenti e motivati Dirigenti che, però, potevano solo riferire.
Lo avranno certamente fatto. Certo il Vertice non ci ha dato alcun riscontro. E, altrettanto certamente, la situazione problematica non è stata riparata.