"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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venerdì 15 novembre 2013

Crisi "ambientale"... oppure no?

di
Luciano Martinoli

Immaginate un capannone, chiuso, dove sono assiepate centinaia di persone a cui manca l’aria, lo spazio, le risorse per sopravvivere con decenza. 
C’è “crisi”.
E’ una “crisi” ambientale che dipende dalla mancanza di spazi: all’inizio per prosperare, ora addirittura per sopravvivere. Non è colpa di nessuno, sono troppi. Invocano aiuti, misure di “sistema”, attribuiscono colpe. Agli altri, ovviamente.
All’improvviso però, senza che nulla cambi, qualcuno mostra una insospettabile vitalità. Non è cianotico come gli altri, a lui l’ossigeno non sembra mancare, corre, si muove, lavora, è ben vestito, in una parola: prospera.
Allora la “crisi”, se c’è qualcuno che non è sofferente in quell’ambiente, non è dovuta ad un ecosistema in deficit di risorse. Forse non siamo in un capannone chiuso dove manca sempre di più per tutti, siamo semplicemente confinati in un angolo piccolissimo, quello che riusciamo a vedere, rispetto a spazi enormi di cui non abbiamo coscienza ma che sono lì vicino, a portata di mano, come quel pimpante signore ci dimostra. Perché non ci andiamo anche noi?  Perché non l’abbiamo visto prima?
E’ questa l’immagine che mi è balzata in mente quando ho visto questo annuncio di Google.
Vediamo di che si tratta

martedì 7 febbraio 2012

Il piccolo risparmiatore e la cecità della grande azienda

Gratuita arroganza del "grande" verso il "piccolo" o semplice "ignoranza"?
Emersione spontanea della natura da "istituzione" ( e non da azienda) o drammatica incapacità di progettazione? 
di
Luciano Martinoli
luciano.martinoli@gmail.com


Supponete di essere un piccolo risparmiatore disponibile a prestare denaro alle aziende. Il vostro scopo è quello di investirlo al fine di realizzare un guadagno lecito e minimizzando il rischio di perdere il capitale. Si presenta al vostro cospetto il rappresentante di un'azienda che vi chiede un prestito.

Cosa gli chiedereste per capire se l'operazione soddisfa gli obiettivi che vi siete prefissati (guadagno e tutela del capitale)?
Penso che chiunque, dopo essersi assicurato dell'identità del soggetto e della sua solidità ATTUALE, pretenderà di capire cosa ci deve fare con quei soldi, ovvero leggere un piano convincente che illustri in che modo quel prestito realizzerà lo sviluppo dell'azienda, condizione necessaria per restituire il capitale prestato e remunerarlo.

Purtroppo questo banale e semplice percorso sembra non essere stato scelto da Enel nel suo piano di sottoscrizione di obbligazioni per i piccoli risparmiatori.
Come mai?