"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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lunedì 28 gennaio 2013

Classifiche dei CEO: solo capacità personali?

di
Luciano Martinoli

Harvard Business Review di Gennaio-Febbraio ha pubblicato la classifica dei 100 migliori CEO al mondo. Il prof. Finkelstein,della Tuck School of Business del Dartmouth College e autore del libro "Why smart executives fail", ha stilato invece quella dei peggiori 5. La lettura delle due, e degli articoli a commento, fa sorgere un dubbio davvero inquietante: il nostro destino è esclusivamente in mano ai “cavalieri bianchi”, o a quelli “neri”, che solo il caso può selezionare?
Oppure i “bravi” hanno solo avuto intuizione, e hanno messo in pratica, alcune “conoscenze” che, se rese disponibili a tutti, consentirebbero un salto di qualità generale nelle aziende? Quel salto di qualità, aziende che producono “cassa” in enorme abbondanza, che è l’unica ricetta radicale che può risolvere le cause profonde dello stato di crisi in cui versiamo?
Provo a spiegarmi con una metafora.

giovedì 8 marzo 2012

S&P: serve a qualcosa o serve qualcuno?


Avevo già scritto il 7 Febbraio della emissione obbligazionaria di Enel.
Debiti per rinnovare debiti (parole dell'A.D. Conti nel suo video di presentazione ai risparmiatori), nessun piano industriale, o meglio quello che c'è è reso obsoleto dall'annuncio del nuovo che, guarda caso, sarà reso disponibile dopo la chiusura dell'operazione (sempre informazioni di Conti rilasciate nel su citato video).
Adesso si aggiunge un altro elemento di riflessione sulla vicenda. Questa volta da parte di un "titolato" terzo: Standard  and Poor's.
Sul Sole24ore dell' 8 Marzo viene annunciata l'intenzione della prestigiosa agenzia di declassare il rating dell'azienda da A- alla classe sottostante. 
E' una informazione importante, lo scopo di queste agenzie è proprio quello di fornire agli investitori, che vogliono prendere decisioni d'investimento con maggiori informazioni, dati di "market intelligence" nella forma di rating di credito, indici, ricerche di investimento, valutazioni di rischio e soluzioni. (dal sito S&P ).
La domanda è: perchè questa informazione salta fuori proprio adesso che si è chiusa l'offerta obbligazionaria?

martedì 7 febbraio 2012

Il piccolo risparmiatore e la cecità della grande azienda

Gratuita arroganza del "grande" verso il "piccolo" o semplice "ignoranza"?
Emersione spontanea della natura da "istituzione" ( e non da azienda) o drammatica incapacità di progettazione? 
di
Luciano Martinoli
luciano.martinoli@gmail.com


Supponete di essere un piccolo risparmiatore disponibile a prestare denaro alle aziende. Il vostro scopo è quello di investirlo al fine di realizzare un guadagno lecito e minimizzando il rischio di perdere il capitale. Si presenta al vostro cospetto il rappresentante di un'azienda che vi chiede un prestito.

Cosa gli chiedereste per capire se l'operazione soddisfa gli obiettivi che vi siete prefissati (guadagno e tutela del capitale)?
Penso che chiunque, dopo essersi assicurato dell'identità del soggetto e della sua solidità ATTUALE, pretenderà di capire cosa ci deve fare con quei soldi, ovvero leggere un piano convincente che illustri in che modo quel prestito realizzerà lo sviluppo dell'azienda, condizione necessaria per restituire il capitale prestato e remunerarlo.

Purtroppo questo banale e semplice percorso sembra non essere stato scelto da Enel nel suo piano di sottoscrizione di obbligazioni per i piccoli risparmiatori.
Come mai?