"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
Visualizzazione post con etichetta progettare il futuro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta progettare il futuro. Mostra tutti i post

mercoledì 2 aprile 2014

L'innovazione possibile dappertutto: il caso del caffè

di
Luciano Martinoli


Un articolo di ieri apparso su "la Repubblica" evidenzia in concreto alcuni aspetti che trattiamo spesso da questo blog. Si tratta di un vero e proprio terremoto in un mercato che è quanto di più lontano si possa immaginare da quello della tecnologia, dove sono la norma. Parliamo della bevanda più amata nel mondo occidentale: il caffè.
Cosa è accaduto di così dirompente nelle acque stagnati del mercato del caffè?

martedì 4 marzo 2014

E' possibile uno sviluppo senza progetto? Il caso Minibond

di
Luciano Martinoli



Al 14 febbario 2014 erano presenti sul mercato Extramot PRO di Borsa Italiana 17 titoli di debito, emessi da 15 aziende italiane, per importi inferiori ai 25 milioni di euro. Escludendo le cambiali finanziarie e i titoli per importi maggiori, tipicamente emessi su altre borse europee e scambiati successivamente anche sul nostro mercato, si tratta dei primi "Minibond" emessi grazie alle normative che consentono alle aziende non quotate questo tipo di  indebitamento.
Come detto più volte, su questo blog e da varie fonti stampa, lo strumento è stato salutato come il primo vero mezzo non bancario per finanziare "sviluppo". 
Ma quale sviluppo? Cosa si intende per questa parola? Come queste 15 aziende hanno "progettato" il loro sviluppo (che dovrebbe, tra l'altro, consentirgli di onorare il debito contratto e pagare gli interessi)?

venerdì 15 novembre 2013

Crisi "ambientale"... oppure no?

di
Luciano Martinoli

Immaginate un capannone, chiuso, dove sono assiepate centinaia di persone a cui manca l’aria, lo spazio, le risorse per sopravvivere con decenza. 
C’è “crisi”.
E’ una “crisi” ambientale che dipende dalla mancanza di spazi: all’inizio per prosperare, ora addirittura per sopravvivere. Non è colpa di nessuno, sono troppi. Invocano aiuti, misure di “sistema”, attribuiscono colpe. Agli altri, ovviamente.
All’improvviso però, senza che nulla cambi, qualcuno mostra una insospettabile vitalità. Non è cianotico come gli altri, a lui l’ossigeno non sembra mancare, corre, si muove, lavora, è ben vestito, in una parola: prospera.
Allora la “crisi”, se c’è qualcuno che non è sofferente in quell’ambiente, non è dovuta ad un ecosistema in deficit di risorse. Forse non siamo in un capannone chiuso dove manca sempre di più per tutti, siamo semplicemente confinati in un angolo piccolissimo, quello che riusciamo a vedere, rispetto a spazi enormi di cui non abbiamo coscienza ma che sono lì vicino, a portata di mano, come quel pimpante signore ci dimostra. Perché non ci andiamo anche noi?  Perché non l’abbiamo visto prima?
E’ questa l’immagine che mi è balzata in mente quando ho visto questo annuncio di Google.
Vediamo di che si tratta

martedì 11 giugno 2013

Macchinari, Rating Business Plan e conoscenza

di
Francesco Zanotti

Leggo sul Sole di oggi a firma di Carmine Fotina un articolo che descrive le proposte del Ministro Zanonato. E il titolo completo è: Macchinari, infrastrutture e credito.
Ora non dico che sono cose che non servono. Ma …
Seguite il ragionamento… Siamo di fronte a una crisi epocale dalla quale si esce sono riprogettando imprese e società. Non usciremo dalla crisi facendo funzionare meglio queste imprese e questa società.
Se questo è vero, allora le misure proposte dal Ministro Zanonato sono forse utili, ma per conservare imprese e società esistenti.
Servirebbe un grande salto progettuale, autonomo delle imprese.
Bene, ma come siamo a progettualità? Abbiamo provato ad esaminare la qualità della progettualità strategica delle società quotate in borsa (indici FTSE MIB e STAR) e costruito  un Rating dei Business Plan.
I risultati sono stati i seguenti. Delle 40 Società dell’indice FTSE MIB solo 26 hanno reso disponibile un business Plan. In una scala da 1 a 100, il Rating medio è stato di 56. Delle 69 società dell’indice STAR solo 9 hanno presentato un Business Plan. E, sulla stessa scala da 1 a 100, il voto medio è stato 47.
A progettualità strategica andiamo … ecco decida il lettore.
Presenteremo il nostro Rapporto 2013 sul Rating dei Business Plan delle società degli indici FTSE MIB e STAR il 19 Giugno al Palazzo dei Giureconsulti a Milano (vedere anche il nostro osservatorio permanente  http://www.osservatoriobusinessplan.it/ e le anticipazioni su "Milano Finanza").
Ma che c’entra la conoscenza? C’entra perché è il motore della progettualità. Le Società (le imprese) hanno scarsa progettualità perché usano conoscenze di progettazione strategica limitate. Fornite loro conoscenze strategiche avanzate e la loro progettualità strategica farà immediatamente un rilevante salto di qualità.
Poi parleremo di macchinari, infrastrutture e credito.
Ma saranno probabilmente molto diversi da quelli a cui pensiamo oggi.

sabato 17 novembre 2012

Confusione cognitiva …


di
Francesco Zanotti
f.zanotti@cse-crescendo.com  francesco.zanotti@gmail.com 

Su Plus24 (Sole 24 Ore) a pag. 3 leggo una auto pubblicità ad un prossimo volumetto, allegato allo stesso Sole 24 Ore, dal titolo “Analisi di bilancio”.
Cosa dice lo spottino? Che (cito letteralmente, quindi non mi fate carico di imprecisioni e italiano problematico) “Torna a contare … la competitività strategica loro mercati reali di beni e di servizi; la loro capacità di concepire, studiare e vendere buoni prodotti in concorrenza con altre aziende …” e tornano a contare, sostiene ancora lo spottino, molte altre cose che hanno a che fare con le dimensioni qualitative e future dell’attività di impresa. E fin qui, nulla da eccepire. E’ la conclusione che è sorprendete: poiché occorre fare attenzione alle dimensioni strategiche (che sono qualitative e rivolte al futuro) allora servono gli indici di bilancio.
Beh … ma è poco sensato. Il bilancio parla di dati quantitativi e di passato. Cioè dell’esatto contrario del futuro e del qualitativo.
Io credo che certamente le analisi di bilancio servono, ma solo per comprendere da dove sta partendo il futuro dell’impresa. Per parlare dell’impegno verso il futuro (che è da progettare) occorrono conoscenze e metodologie di strategia d’impresa. Esse sono state sviluppate apposta per analizzare strategicamente il presente e progettare il futuro. Sono i linguaggi per parlare strategicamente del presente e del futuro.
Purtroppo queste metodologie, queste competenze, questi linguaggi sembrano sconosciuti.
Come pensiamo che potrà accadere un futuro diverso dal presente se non disponiamo del linguaggio per parlarne? Se usiamo linguaggi che spostano la nostra attenzione sul passato?