"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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venerdì 25 settembre 2015

Queste aziende servono ancora alla collettività?

(o la collettività serve a loro?)
di 
Luciano Martinoli



Il caso Volkswagen è oramai noto a tutti. Ritengo allora utile rivederlo da una prospettiva "sistemica" a partire dalle notizie riportate dal Corsera di oggi su vari suoi aspetti. Lo scopo è quello di cercare una risposta alla domanda su formulata. 
E' una domanda legittima che sorge spontanea sempre più frequentemente, purtroppo con la stessa aumentata frequenza di notizie di questo tipo (ad esempio, in casa nostra, l'annuncio di un importante aumento della profittabilità di un gruppo bancario e la contemporanea decisione di tagliare 10.000 posti di lavoro).

martedì 20 agosto 2013

Formare, soprattutto, le vere classi dirigenti

di
Francesco Zanotti


Quando si parla di formazione si intende la formazione dei giovani o degli operai.
Certamente è importante, ma è più importante ed urgente la formazione delle classi dirigenti imprenditoriali, manageriali e mediatiche. La ragione è che esse, oggi, si trovano a cercare di uscire dalla crisi usando sistemi di risorse cognitive assolutamente inadeguati.
Facciamo due esempi. Il primo è costituito dalle conoscenze e dalle metodologie di strategia d’impresa. Si usano conoscenze e metodologie di strategia d’impresa che sono più primitive di quelle che erano disponibili agli inizi degli anni ’90. Se qualcuno volesse, possiamo rendere disponibile uno studio che presenta le metodologie e le conoscenze di strategia d’impresa , appunto, dei primi anni ’90. Basta confrontarle con le metodologie usate dalle principali istituzioni finanziarie e dai principali advisor finanziari. Un esempio nell’esempio: la SWOT Analysis oggi usatissima era già giudicata superata nel primi anni ’80.
Il secondo esempio è costituito dalla visione del mondo delle classi dirigenti attuali. Essa è costituita, anche se non ne sono consapevoli, dalla visione del mondo formalizzata dalla fisica classica. E’ una visione anti-imprenditoriale perché si basa sull'ipotesi che l’ambiente abbia leggi e fenomeni che non si possono governare. Ancora una volta è utile riflettere sulla SWOT Analysis che è, appunto, fondata sull'ipotesi che il mondo che sta di fronte ad una impresa non può essere gestito, ma ci si può solo adeguare.

Fate usare la SWOT Analysis ad un imprenditore e gli farete perdere tutta la sua energia imprenditoriale. Fate, invece, usare ad un imprenditore le più avanzate conoscenze di strategia d’impresa, che sono fondate su di una diversa visione del mondo (una visione quantistica) e moltiplicherete la sua energia imprenditoriale.

giovedì 23 febbraio 2012

Torniamo sulla sfida del lavoro: una nuova prospettiva possibile


di
Francesco Zanotti


In realtà la soluzione al problema del lavoro è banale …
Proviamo a chiederci quale è il ruolo dei lavoratori in una impresa. Beh, la risposta sembra semplice: lavorare, produrre.
Bene se questa è la risposta, allora il problema non è risolubile: se la nostra economia non cambia radicalmente, per il prossimo futuro ulteriori garanzie (ma anche quelle attuali) non sono sostenibili e i posti di lavoro non aumenteranno. Più sinteticamente: se il lavoratore deve solo lavorare quando non c’è lavoro non ha ruolo.
Per fortuna il ruolo del lavoratore non può più essere solo quello di produrre.
Deve anche essere (e non per gentile concessione o per conquista dopo una lotta) quello di progettare sia l’organizzazione che la strategia.
Discorso imbarazzante e spiazzante, ma inevitabile. Il lettore mi lasci spiegare.