"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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martedì 27 ottobre 2015

Assemblea Assolombarda ottobre 2015

di
Francesco Zanotti

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Non ho partecipato all’Assemblea. Il mio riferimento è il resoconto che ne fa Dario Di Vico oggi sul Corriere.
Prendo alcune affermazioni di Rocca e ne ... faccio il controcanto. Decida il lettore quale melodia preferisce.

Rocca, parlando dei rapporti con i sindacati propone l’urgenza di aumentare le produttività. Ovviamente l’aumento della produttività è intesa come diminuzione del costo del prodotto.
Controcanto: la produttività è un rapporto. Si può aumentate anche il valore del numeratore: il valore delle cose che si producono. Per far questo occorre una nuova progettualità strategica. Occorrerebbe sfidare il sindacato a partecipare a questa progettualità strategica.

Rocca: non riusciamo a trasformare la scienza in tecnologia.
Controcanto: ma di quale scienza stiamo parlando? Quella del LHC, dell’IGNITOR o della fusione fredda? Quella del riduzionismo genetico o neurale o quella dei fenomeni collettivi emergenti?

Rocca: tenere insieme scienza tecnica, arte e cultura.
Controcanto: a quando un progetto per farlo? Mai letto il nostro progetto per realizzare un'Expo della Conoscenza? Non si riesce proprio ad uscire da una visione “museale” della Cultura per cui si difende a valorizza il passato (certo opera meritoria), ma non ci si pone la sfida di creare una nuova cultura?


giovedì 23 febbraio 2012

Torniamo sulla sfida del lavoro: una nuova prospettiva possibile


di
Francesco Zanotti


In realtà la soluzione al problema del lavoro è banale …
Proviamo a chiederci quale è il ruolo dei lavoratori in una impresa. Beh, la risposta sembra semplice: lavorare, produrre.
Bene se questa è la risposta, allora il problema non è risolubile: se la nostra economia non cambia radicalmente, per il prossimo futuro ulteriori garanzie (ma anche quelle attuali) non sono sostenibili e i posti di lavoro non aumenteranno. Più sinteticamente: se il lavoratore deve solo lavorare quando non c’è lavoro non ha ruolo.
Per fortuna il ruolo del lavoratore non può più essere solo quello di produrre.
Deve anche essere (e non per gentile concessione o per conquista dopo una lotta) quello di progettare sia l’organizzazione che la strategia.
Discorso imbarazzante e spiazzante, ma inevitabile. Il lettore mi lasci spiegare.

mercoledì 18 gennaio 2012

I nostri più sinceri auguri. Di cuore.



di
Francesco Zanotti e Riccardo Profumo
f.zanotti@cse-crescendo.com ; r.profumo@cse-crescendo.com

Lunedì 16 Gennaio ho seguito “L’Infedele”, il programma di approfondimento di Gad Lerner. E’ stata una puntata interessante. Il titolo era inequivocabile: “Draghi: la situazione è gravissima”. Nel corso della puntata sono intervenuti politici, economisti, giornalisti, imprenditori e rappresentanti sindacali. Insieme a loro il ministro Fabrizio Barca (Ministro per la Coesione Territoriale) e più tardi il Sindaco Pisapia.
Si è parlato di politica economica e di come “vivere senza rating”, il Ministro ha introdotto interessanti spunti per lo sviluppo imprenditoriale. Ma l’argomento centrale, quello su cui mi voglio soffermare in questo post, è stato il fenomeno dell’occupazione delle fabbriche, la reazione
dei lavoratori alla chiusura dell’impresa, la costituzione di cooperative e la autogestione.

Di cosa si tratta?