"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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sabato 14 febbraio 2015

Le banche: speriamo che me la cavo.

di
Francesco Zanotti


Stamattina ho letto Su Plus24 del Sole24Ore una analisi del sistema bancario che rivela quanto manchino strumenti per capire cosa ci sta accadendo. Non cito l’Autore perché non è colpa sua. Non tocca a un giornalista trovare strumenti si analisi migliori.
Cosa riporta la sua analisi? Innanzitutto i dati sulle cedole che, forse, verranno distribuite agli azionisti. E va beh: abbiamo migliorato un po’. Ma ovviamente non si dice che cosa ha generato questo aumento. Che cosa si dice poi? Si riportano le opinioni ottimistiche (alcune molto ottimistiche) dei CEO di alcune importanti banche. E, poi? E poi basta! Non una parola su quello che dovrebbe essere lo strumento fondamentale di analisi e di giudizio: la qualità dei Business Plan della banche.
Alla fine l’autore rivela quale è l’attesa di tutti, il fattore senza il quale le previsioni ottimistiche si vanno a far benedire: la ripresa. Se non ci sarà la ripresa saranno guai.
Ma, lo diciamo spesso e lo diciamo anche ora: cari banchieri, guardate che la ripresa non viene dal cielo. La ripresa economica è la somma della ripresa della capacità di generare cassa delle imprese. E questa dipende dalla qualità dei progetti di futuro (dei Business Plan) di queste imprese. Ora voi, care banche, avete un ruolo storico nel generare la ripresa, non nell'attenderla: dovere insegnare alle imprese a sviluppare Business Plan alti e forti. E dovere imparare a valutare quanto davvero siano alti e forti. Per fare questo dovete disporre delle conoscenze e delle metodologie di progettazione e di analisi strategica che non avete in nessun modo.
Ci sarà, allora la ripresa dell’economia e delle banche se queste si doteranno di conoscenze e metodologia di analisi e progettazione strategica che non hanno.
Altrimenti … Ecco, attendiamo la ripresa. Che è un strategia del tipo “Speriamo che me la cavo”!


venerdì 6 giugno 2014

Le banche finanzieranno?

di
Francesco Zanotti


Tutti applaudono alla Bce che ha deciso di fornire alle banche soldi per finanziare le imprese. Ma, giustamente, in un articolo sul Sole 24 Ore di oggi Cellino, Franceschi e Longo spiegano che questa è solo una misura necessaria. Perché essa possa funzionare occorre che vi sia la ripresa economica per far sì che i nuovi finanziamenti non si disperdano in ulteriori sofferenze.
D’accordo, ma la domanda è: chi costruisce la ripresa?
La nostra risposta è semplice, ma non ascoltata. Solo le imprese possono superare la crisi e costruire sviluppo. Lo possono fare attraverso progetti di futuro alti e forti che permettano loro di costruire nuovi prodotti ed erogare nuovi servizi che siano ologrammi di una nuova società. Niente di meno-
E come si fa a far si che le imprese possano dotarsi di questi progetti di futuro alti e forti? Occorre che si forniscano loro nuove risorse cognitive (in particolare le conoscenze e le metodologie di strategia d’impresa) per guardare diversamente il mondo e per saper poi progettare un nuovo mondo.
Se le banche non vogliono disperdere in sofferenze le risorse che otterranno, dovranno fornire loro queste risorse cognitive alle imprese. Nessun altro può farlo.
Prima, però, dovranno acquisirle perché oggi non ne dispongono.
Ma come? Non ne dispongono già? No, non ne dispongono già! Sto sostenendo che le banche non dispongono delle conoscenze e delle metodologie di strategia d’impresa che sono gli strumenti fondamentali non solo per progettare il futuro, ma anche per valutare progetti di futuro.
Ed è questa la causa fondamentale che ha permesso l’aumento delle sofferenze. Ed ha lasciato le imprese senza supporto progettuale.

mercoledì 12 marzo 2014

Le banche non devono aspettare

di
Francesco Zanotti


Non devono aspettare una ripresa che venga da qualche iperuranio misterioso, non devono aspettare che il sistema paese diventi più competitivo, non devono aspettare che, di seguito e solo per questo, diventino più competitive le imprese.
Queste cose non accadranno mai!
La ripresa sarà solo la “somma” di mille e mille imprese che si doteranno di progetti di futuro alti e forti. La ripresa sarà solo frutto di progetti di futuro alti e forti.
Il problema è che oggi le imprese non sono in grado di generare questo tipo di progetti. Questo accade perché si è spento lo spirito imprenditoriale? No! Accade perché le imprese non hanno le risorse cognitive per fare progetti in una società complessa come la nostra. E non parlo solo delle PMI. Parlo anche delle grandi imprese. Di quelle che sono in grande crisi e di quelle che non lo sono perché possono comportarsi da istituzioni: riescono sempre a trovare chi compra i loro titoli di debito.

Se qualcuno non fornisce le risorse cognitive necessarie a manager e imprenditori è la fine. Le risorse cognitive necessarie sono le conoscenze e le metodologie di strategia d’impresa.

Chi le deve fornire alle imprese? Le grandi imprese se le possono procurare da sole. Speriamo che escano presto da una auto sufficienza cognitiva che non ha alcuna ragione di essere.
E per le PMI? Sarà compito di qualche manager buttato fuori da qualche grande impresa che si vuole rifare dello smacco subito e che non può ammettere di dover imparare?
No! Tocca alle banche. E lo sanno perché oramai hanno accettato che il rapporto banca-impresa non può che essere una alleanza solidale per lo sviluppo. Lo sanno, ma non dispongono delle conoscenze e delle metodologie di strategia d’impresa per, innanzitutto, renderle disponibili al sistema delle PMI. Poi per poter valutare i progetti e la realtà delle grandi imprese.

Speriamo che accettino di procurarsele. Noi faremo di tutto perché accada.