"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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giovedì 13 luglio 2017

Le banche, il dito e la luna

di
Luciano Martinoli


I recenti eventi che riguardano il mondo bancario sono delle chiare indicazioni di una urgenza di profondo cambiamento del modo di fare banca. Purtroppo ci si limita a guardare il dito...

Le vicende toscane (MPS) e venete (Pop Vicenza e Veneto Banca) se da un lato hanno abbassato le preoccupazioni di “sistema”, dall’altro ripropongono il tema di fondo: quale “sistema”?
I termini della questione sono ben sintetizzati dall’intervento del Governatore Visco alla recente assemblea dell’ABI e possono essere riassunti, come ha ben fatto un articolo del sole24ore, in tre punti.

domenica 26 giugno 2016

Brexit e sistema bancario

di
Francesco Zanotti


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Oggi sul Corriere della Sera Francesco Giavazzi sostiene che il sistema bancario nel suo complesso deve essere sostenuto con un’iniezione di 40 Mld.
George Soros sostiene che il nostro sistema bancario è in crisi conclamata. A Bruxelles si scommette sul fatto che  l’Italia prima o poi dovrà chiedere aiuto al meccanismo Europeo di stabilità.
Io ho appena finito il disegno di uno scenario possibile di sviluppo del sistema bancario del quale pubblico l’introduzione. Vi sono argomenti forti per dare ragione ai pessimisti forti …

Le banche: intermediari di sviluppo o di guai?

giovedì 23 giugno 2016

Veneto Banca: prima i soldi. Le idee non servono

di
Francesco Zanotti

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A me sembra normale che chi chiede di essere finanziato spieghi che se ne farà dei soldi.
E, invece, sembra di no! Veneto Banca, papale papale, dice: ora che abbiamo i soldi, facciamo il Piano industriale. Cioè: prima i soldi e poi dico che me ne faccio.
Sbaglio io? Non so, dipende da cosa socialmente, intendiamo per banca. Se pensiamo si tratti di una istituzione, allora ha senso che essa venga finanziata senza piano industriale perché cosa deve fare è connaturato con il suo essere istituzione. Una istituzione nasce per svolgere una funzione specifica. Il piano industriale potrà venire dopo e sarà sostanzialmente un piano organizzativo. Ma se pensiamo che la banca sia e debba continuare ad essere una istituzione, non ha senso farne una società di diritto privato e quotarla in borsa.
Il problema è che una banca non può essere una istituzione perché è tutto da inventare cosa deve fare una banca. Un piano industriale deve essere un piano dove vi è scritto in che modo Veneto Banca intende fare banca e che ruolo sociale assegna al fare banca. Allora il Piano industriale deve precedere l’aumento di capitale, deve indicarne il significato imprenditoriale. E’ un Piano Industriale alto e forte che attira investitori.
E poi perché continuiamo a definire Piano Industriale un Progetto Strategico? Chiamiamolo Business Plan e intendiamo che dentro ci devono essere sia i numeri che le ragioni dei numeri.
Ah ma forse ho capito perché il Business Plan lo si fa dopo. 
Tanto tutti sanno cosa conterrà: solo tagli, risparmi e aiuti esterni. 
Nessuno si immagina che qualcuno possa avere qualche idea nuova sul fare Banca. E così continuiamo a peggiorare la crisi.


mercoledì 8 giugno 2016

Non c’è ragione per investire in Veneto Banca

di
Francesco Zanotti

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Se prendete l’AVVISO relativo all’aumento di capitale di Veneto Banca pubblicato oggi sul Sole24Ore, vedrete che è sostanzialmente un elenco di rischi. Lo so che è questa la forma di tutte queste comunicazioni. Ma è una forma sbagliata.
In una società in veloce evoluzione i rischi derivano dal non vedere e non perseguire le potenzialità di futuro. Se Veneto Banca non dice nulla sulle potenzialità di futuro, ma parla solo dei rischi significa che queste potenzialità non le sa riconoscere. E questo significa che i rischi si avvereranno certamente.
Generalizziamo, come può un sistema economico svilupparsi se propone come unico criterio di investimento i rischi?

Ve lo immaginate, ad esempio, Enzo Ferrari andare in giro a parlare dei rischi del fare auto esclusive?

venerdì 6 maggio 2016

Veneto Banca: le sorprese in Assemblea

di
Francesco Zanotti

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Guarda, iniziamo da subito a realizzare un piano di sviluppo alto e forte.
Usando nuove conoscenze riuscirai, prima delle Assemblee e della quotazione, a riportare in bonis un primo stock di imprese i cui crediti sono in sofferenza, a trasformare il Business del risparmio gestito e il mercato Retail, a eliminare ogni difficoltà nei processi di cambiamento organizzativo.
Uh che bello … ma lo faremo dopo. Ora non abbiamo energie.
Ma ti presenteresti all’Assemblea e agli azionisti portando una piano straordinario e i primi risultati: ho iniziato veramente a costruire lo sviluppo dei territori e della organizzazione sostanziale della banca, non quella formale. Ho iniziato nel concreto a valorizzare il risparmio …
Forse, ma ora devo occuparmi di cose concrete …
Le cose concrete di cui si parla, alla fine, sono solo a battaglie di potere che, prima o poi, perdono tutti. Anche in questo caso. E certo esse non portano allo sviluppo dei territori e delle organizzazioni.
La pretesa “Se mi date mano libera, poi sistemo tutto”, ma senza indicare come, non porta lontano. Né la banca né i Clienti.
Ora, dopo la sconfitta, auguri per la quotazione e neldialogo con la BCE che ha iniziato ad esaminare i progetti strategici delle banche nello SREP (Supervisory Review and Evaluation Process).

mercoledì 25 novembre 2015

Veneto Banca: i debiti che diventano “capitale”

di
Francesco Zanotti

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Veneto Banca ha emesso un prestito obbligazionario di 200 milioni con un rendimento del 10,50 % (Sole 24 Ore del 25 novembre 2015).
A cosa è servito il prestito? A far si che il suo Total Capital Ratio aumentasse di 80 punti base. Al di là dei discorsi tecnici, alla fine il senso della cosa è: la Banca aumenta i suoi debiti così è più sicura. Ora, quante imprese vorrebbero vedersi aumentare il merito di credito ogni volta che aumentano i loro debiti? Sarebbe una pacchia.
Il mondo della banche come mondo alla rovescia?
Credo che occorrerebbe cambiare nella seguente direzione.
Ad esempio chiedendo a Veneto Banca: “Cara Veneto Banca, per comprare le tue obbligazioni (a proposito, ma perché sei così generosa nei rendimenti?) mi dici qual è il tuo Progetto Strategico in base al quale produrrai l’utile sufficiente a pagare il 10,50 % e restituire il capitale? Convincimi che è un Progetto Strategico alto e forte. Non è che il tuo obiettivo di aumentare di 80 punti base una cosa che non so cosa sia mi emozioni granché. Mi piacerebbe, ad esempio, che i miei soldi fossero indirizzato a costruire un nuovo modo di fare banca. Certo se mi vieni a dire che il tuo Progetto Strategico è buttare fuori gente, non mi invogli per nulla.

Mi piacerebbe anche che mi convincessi che, d’ora in poi, riuscirai a non accumulare tante sofferenze con in passato. E, magari, anche mi assicurassi che non farai più operazioni discutibili come farti carico della Banca Popolare di Intra. Sai perché ti chiedo tutte queste cose? Perché dai primo gennaio, se fai stupidate, pago io”.

giovedì 5 marzo 2015

Veneto Banca: crediti valutati con rigore?

di
Francesco Zanotti


Sul Sole 24 Ore di qualche giorno fatto è riportata una dichiarazione di Veneto Banca che professava la sua convinzione di aver valutato con rigore i crediti.
Questa affermazione non può essere condivisa. Sarebbe come dire che si è valutato con rigore la stabilità di un palazzo guardandolo e basta. Non basta! Occorre fare misure precise e usare algoritmi adatti.
Nel caso dei crediti delle imprese la situazione è ancora più delicata.
Per valutare i crediti di un’impresa occorre riuscire a capire quale sarà la sua capacità di generare cassa nel futuro. Per fare questa valutazione occorre saper valutare la qualità del documento dove è “scritta” la strategia dell’impresa che quella che determinerà la sua capacità di generare cassa nel futuro: il Business Plan.
Più sinteticamente, per valutare i crediti di una impresa, occorre riuscire ad assegnare un Rating ai loro Business Plan.

Cosa che Veneto Banca non ha fatto. Quindi, come fa ad affermare che ha valutato il credito con rigore?