"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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martedì 13 ottobre 2015

Auto e libera impresa

di
Francesco Zanotti

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Oggi l’inserto del Sole 24 Ore sul settore auto.
Il mercato dell’auto ha fatto boom quest’anno. Certo, in borsa lo chiamano “rimbalzo”.
Ma perché il mercato continui a crescere servono aiuti di Stato. Sì, è un espressione un po’ cruda, ma è ipocrisia sostenere che si tratta di “incentivi”. Si chiamano aiuti di Stato e portano a pensare che le imprese che producono auto non hanno una loro autonomia di mercato.
Faremo una verifica: quanta cassa produce chi fa e vendere auto? Se la produzione di cassa della gestione caratteristica è negativa, sarà un’ulteriore conferma che il produrre e vendere auto non è una attività che sta in piedi da sola.
Ulteriore problema: avete visto che tutto il settore auto sa solo fare restyling? La “nuova” Giulia, la “nuova” Peugeot 308, la “nuova” Tipo.
Ancora: l’aumento dei numeri di richiami (li fa anche Toyota titolare di quello che pomposamente definisce “world class manufacturing”). Fino al gigantesco “casino” .
Sommiamo tutto. Sorge una domanda: una libera impresa è quella che genera ricchezza e nuova socialità. Come fecero i produttori di auto dopo la guerra. Allora interpretavano il ruolo di libera impresa.
Oggi devono essere mantenuti e sono banali. Che ruolo hanno azionisti e manager?


mercoledì 20 maggio 2015

Tuteliamoci dalle tutele

di
Francesco Zanotti


… forse potrà sembrare una cosa banale …
Ma ho appena ricevuto un invito ad un Convegno dove si racconterà della necessità di tutelare qualcosa .. quell'impresa, quel settore.
E’ possibile che una economia viva di tutele? Oppure di incentivi che sono una forma specifica di tutele?
Come se un negoziante aprisse ogni giorno la saracinesca e si aspettare che qualcuno lo tuteli … Come se un artista cercasse tutele e non la vera tutela che è la qualità della sua arte …
Ragazzi, gli spiriti liberi e forti non chiedono tutele. Le offrono a quelli che sono deboli e incerti.
La nostra economia.. Dobbiamo piantarla di imprenditori che sanno vivere solo di tutele. Abbiamo bisogno di imprenditori che generano nuovi mondi. E non chiedono di conservare quelli vecchi tutelandoli.


domenica 27 aprile 2014

L’economia dei bonus e degli incentivi

di
Francesco Zanotti


L’occasione per la riflessione è un articolo di Giorgio Santilli sul Sole 24 Ore di oggi “Se il fisco fa sviluppo”. E’ un commento al tema di prima pagina “Dai bonus per l’edilizia un boom da 28 miliardi”.
Poi guardate gli spot e trovate che il tema centrale (soprattutto nelle auto) è quello degli incentivi.
Incentivi e bonus significano (anche se per ragioni diverse) che i prezzi senza incentivi e bonus non sono giudicati interessanti. La gente compra solo se riceve bonus e incentivi. Questo significa che le imprese vendono solo se producono ad un prezzo che non è economicamente quello che desidererebbero, di cui avrebbero bisogno per vivere del “valore” che producono che, oggi, sembra non essere riconosciuto.
E ora immaginate la fila della gente che comprava (perché oggi accade molto meno) le innovazioni della Apple. Non ricevevano bonus o sconti. Pagavano il prezzo pieno e, in più, ci aggiungevano la fatica di file estenuanti.
Preferite una economia dei bonus e degli incentivi o una economia della fantasia e del futuro?

Ma in Italia non può nascere una Apple. Certo. Ma può nascere qualcosa di meglio: non solo una innovazione reale e riconosciuta, ma (diciamocelo) un po’ banale. Ma, addirittura, la nuova economia del futuro che spesso descriviamo in questo blog.

sabato 2 novembre 2013

Abenomics e se …

di
Francesco Zanotti


Ma è giusta o no l’Abenomics? Sembra funzionare, ma non aumentano consumi ed investimenti. Ed allora?
Allora forse ne manca un pezzo: quello più importante. Il fatto che nonostante tutti gli incentivi non aumentino i consumi può anche significare che si sta perdendo interesse alle cose che vengono prodotte. Il fatto che nonostante gli incentivi non si investa può significare che le aziende non trovano progetti interessanti.
A me sembra davvero che l’economia riprenderà quando appariranno nuovi progetti per nuove imprese che producono cose completamente diverse in modo altrettanto diverso. Per riuscirci occorre diffondere conoscenze e metodologie di progettualità strategica. La conoscenza prima dei soldi, altrimenti non si sa a cosa possano servire.


lunedì 22 ottobre 2012

FIAT e la Conoscenza


di
Francesco Zanotti

Leggo su Affari e Finanza di oggi un articolo di Salvatore Tropea sulla FIAT. 
Contiene una analisi preoccupante che disegna un futuro molto difficile per la FIAT.
Ma io credo che il caso FIAT vada visto alla luce delle più avanzate conoscenze di strategia e di organizzazione.
Guardando FIAT da questo punto di vista, si fa in fretta a scoprire cosa porta al baratro o a magnifiche sorti e progressive.
Verso il baratro la porta il fatto che Marchionne non ha la più pallida idea di che strumenti possano oggi offrire le più attuali conoscenze strategico organizzative.
Verso un futuro più roseo lo porterebbe l’utilizzo di queste conoscenze che gli permetterebbe sia di costruire una nuova proposta per il trasporto individuale, dalla quale derivare le caratteristiche dei nuovi prodotti, e un nuovo modello di organizzazione, staccandosi dal “metodo Toyota” e dalla conflittualità permanente effettiva.

Condivido l’osservazione di Tropea sul carattere un po’ particolare di Marchionne che non gli fa trovare gli alleati che gli servirebbero per spingere l’Europa a concedere incentivi. Ma vorrei leggere anche questo problema in chiave strategica. Noi siamo le conoscenze di cui disponiamo. Conoscenze povere comportano strategie rinunciatarie ed una relazionalità conflittuale.

giovedì 11 ottobre 2012

Sconti fiscali e … stupidaggini


di
Francesco Zanotti

Stamattina leggo in prima pagina sul Sole 24 Ore un giudizio sulla “Manovra” (che il Governo non vuole chiamare così, ma nessuno gli dà ascolto) di ieri.
Al capitolo “Sconto fiscale” trovo un giudizio di “alta efficacia”.
Sì, mi sembra proprio una stupidaggine.
Innanzitutto, si tratta di due soldi: si parla di 1,6 miliardi per un biennio a partire dall’anno prossimo. Quante sono le imprese in Italia? Facciamo 1,6 milioni, così per fare i conti semplici … ma sono molte di più! Allora diciamo che se fossero 1,6 milioni riceverebbero 500 Euro l’anno … E, da ripartire su quanti lavoratori?
Ma non basta. Guardiamo alle tante piccole imprese terziste che stanno perdendo i loro unici clienti e non hanno mai imparato a stare da sole sul mercato: che importa loro se qualcuno gli fa l’elemosina?
E guardiamo alle altre imprese … Con questi “incentivi” quanta “competitività” potrebbero recuperare? Quante risorse potrebbero dedicare ad aumentare stipendi e salari? La risposta non la si sa. Quindi si tratta di un investimento di cui non si ha la più pallida idea di quale possa essere il ritorno. Certo neanche un Euro se i lavoratori sono in cassa integrazione.
Ricordo, poi, che non ho messo le virgolette a caso. Io non so bene cosa significano esattamente competitività e produttività. E certo, per conseguenza, non mi è chiaro perché quei due soldi stanziati dovrebbero aumentare significativamente due “cose” che non si sa bene cosa siano. Quasi altrettanto certamente non lo sa chi collega queste due parole ad un qualunque risultato atteso.

Oggi abbiamo bisogno di una nuova progettualità imprenditoriale, alta e forte. Come “scatenarla”? Ne abbiamo parlato ad abundantiam su questo blog. Si veda ad esempio il post di lunedì scorso: “Maggiore produttività o un nuovo mondo?


mercoledì 1 agosto 2012

Come riempire d'acqua un secchio bucato?

Sul Corsera del 31 Luglio è apparso un articolo di resoconto dell'iniziativa del governo Monti del dicembre 2011, il decreto salva-Italia. Si tratta degli incentivi fiscali alle imprese che avessero assunto giovani under 35 e che sono stati utilizzati solo da poco più di 3000 aziende le quali hanno assunto a tempo indeterminato 11mila persone.
Peccato che il totale dei giovani disoccupati sia 836mila! Come mai l'iniziativa non ha funzionato?