"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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martedì 18 novembre 2014

La grande Europa scopre la svalutazione competitiva

di
Francesco Zanotti


Un articolo di Moyra Longo sul Sole 24 Ore di oggi “Il toccasana dei mini euro” parla appunto dei vantaggi che sono derivati dallo svalutarsi dell’Euro rispetto al Dollaro.
Colgo l’occasione per una riflessione. Amara o, forse, profetica. Ma vi rendete conto che la prosopopea della grande Europa del XXI secolo ha finito, dopo pochi anni dall’inizio di questo nuovo secolo, con il copiare la strategia della svalutazione competitiva dell’Italietta della fine del secolo scorso? Tutto qui?
Noi abbiamo bisogno di riprogettare un intero sistema industriale, economico e finanziario e, invece di dotarci delle risorse cognitive per farlo, siamo in balia di una classe dirigente che cerca, ostinatamente, conservazione con le “strategie” che noi già 30 anni fa giudicavamo solo furbette?
“Ce lo chiede l’Europa”, è lo slogan  di tutti. A me sembra che l’Europa (la sua classe dirigete attuale) ci chieda solo banalità burocratiche e strategie fallimentari.
E la profezia? Semplice, l’Italia è la profezia del mondo. Guardate cosa accade qui e vedrete cosa accadrà nel breve altrove.

Ma ne riparleremo...

giovedì 24 ottobre 2013

Stress test ed epistemologia delle sberle

di
Francesco Zanotti

Quando si guarda al mondo, consapevoli o no, si usa una specifica epistemologia. Quando si progettano “Stress test”, lo stesso.
Sui giornali non ho trovato nessun accenno alla epistemologia che ha informato gli stress test. Forse che chi li ha progettati non ha cercato di capire che epistemologia stava usando?
Credo proprio di sì! Ma è un guaio perché l’epistemologia che traspare in filigrana dalla descrizione degli stress test è una epistemologia dell’impotenza. Andrebbe cambiata per non generare impotenza.

Mi spiego. Grossolanamente, vi possono essere diverse epistemologie che si situano in un continuum i cui due estremi sono i seguenti.

Il primo è l’epistemologia “realista”: il mondo sta là fuori di me e io non ci posso fare niente. E’ un mondo che qualche volta tira sberle, a volte distribuisce baci. Oggi, in realtà, sembrano sempre di più sberle … Io, in questo mondo, posso solo schivare le sberle ed andare in cerca di baci.
Ecco, io credo che lo stress test sia ispirato da questa epistemologia. Infatti cerca di capire quanto le banche sono state rintronate dalle sberle e quanto sono in grado di sopportarne altre. Di baci non se ne parla. La chiameremo l’epistemologia delle sberle.

Ma esiste un’altra epistemologia: costruttivista. Il mondo è solo potenzialità di divenire. Posso far realizzare le potenzialità che voglio. Io impresa posso costruire i mercati che voglio. Tutti insieme possiamo costruire l’Europa che vogliamo. Io posso raccogliere tutte le promesse di baci in baci veri.
Ecco, se mi metto dal punto di vista di questa metodologia, capisco anche perché oggi sembra che si tirino solo sberle. Se cerco di capire dove va il mondo, invece di progettare dove mandarlo, accade che lo progetti qualcun altro. E io rimango come un cucutruzzo ad attendere che quest’altro lo realizzi come vuole. Le probabilità che faccia il mio interesse (o abbia i miei stessi criteri di giusto o bello) è bassissima. Quando avrà realizzato il mondo che ha progettato, cioè avrà raccolto tutte le promesse di baci, per me saranno solo sberle. Insomma, attendo che un mondo di baci potenziali si trasformi in un mondo di sberle attuali.

Ma torniamo agli stress test. Se uso questa seconda epistemologia (chiamiamola epistemologia dei baci) che stress test progetterò? Innanzitutto cercherò di capire che epistemologia usano le banche: quella delle sberle o dei baci? Lo vedrò dai loro Progetti Strategici: se saranno pacchi di fogli Excel preceduti da qualche slides di contorno, allora concluderò che usano l’epistemologia delle sberle. Sono candidate a raccoglierle tutte: per loro ci sarà sempre e solo recessione Se, invece, esporranno un Progetto Strategico che utilizzerà le più avanzate conoscenze di strategia d’impresa e, per questo, sarà emozionante, allora comincerò a sentire profumo di baci. Se, poi, leggerò nel loro Progetto Strategico che rendono disponibili queste conoscenze su come fare un Progetto Strategico emozionante alle imprese clienti, il profumo di baci diverrà un'emozione diffusa: dalla banca a tutti i suoi clienti.
Se uso l’epistemologia dei baci cambierò anche le mie raccomandazioni. Non mi limiterò a richiedere capitalizzazioni perché mi sarà chiaro che è inutile incerottare chi va, epistemologicamente, in cerca di sberle … e poi le mena ai clienti. Gli chiederò di buttare alle ortiche l’epistemologia delle sberle e dotarsi di conoscenze e metodologie di strategia d’impresa da usare e da far usare ai clienti per eliminare le sofferenze attuali e impedire che ne nascano di ulteriori.



lunedì 22 ottobre 2012

FIAT e la Conoscenza


di
Francesco Zanotti

Leggo su Affari e Finanza di oggi un articolo di Salvatore Tropea sulla FIAT. 
Contiene una analisi preoccupante che disegna un futuro molto difficile per la FIAT.
Ma io credo che il caso FIAT vada visto alla luce delle più avanzate conoscenze di strategia e di organizzazione.
Guardando FIAT da questo punto di vista, si fa in fretta a scoprire cosa porta al baratro o a magnifiche sorti e progressive.
Verso il baratro la porta il fatto che Marchionne non ha la più pallida idea di che strumenti possano oggi offrire le più attuali conoscenze strategico organizzative.
Verso un futuro più roseo lo porterebbe l’utilizzo di queste conoscenze che gli permetterebbe sia di costruire una nuova proposta per il trasporto individuale, dalla quale derivare le caratteristiche dei nuovi prodotti, e un nuovo modello di organizzazione, staccandosi dal “metodo Toyota” e dalla conflittualità permanente effettiva.

Condivido l’osservazione di Tropea sul carattere un po’ particolare di Marchionne che non gli fa trovare gli alleati che gli servirebbero per spingere l’Europa a concedere incentivi. Ma vorrei leggere anche questo problema in chiave strategica. Noi siamo le conoscenze di cui disponiamo. Conoscenze povere comportano strategie rinunciatarie ed una relazionalità conflittuale.

venerdì 20 aprile 2012

Zavorra burocratica o “cognitiva”?


di

Francesco Zanotti

Lo slogan del nuovo presidente di Confindustria: “Lotta alla burocrazia per tornare a crescere”.
Certo se ci fosse meno burocrazia fosse sarebbe meglio … Ma …
Perché ci metto tanti puntini? Perché mi sembra doveroso dire una cosa dolorosa. E, quindi. … sono titubante. Non voglio che venga scambiata per la solita sparata isterica.
Comincio, allora, dall’inizio, lentamente …

Per uscire dalla crisi attuale dobbiamo riprogettare una intera società: dall’economia, alla finanza ed alla politica. E, fino a qui, credo sia difficile non essere d’accordo.
Ma quando proviamo a progettare il futuro, cosa usiamo? Oggi usiamo gli stessi modelli di lettura della realtà, linguaggi di descrizione del futuro che usavamo prima. Questi ci permettono di capire cosa non funziona, ci arrabbiamo, anche ci indigniamo, ma poi, quando proviamo a trovare “soluzioni” siamo capaci solo di cercare di aggiustare la società attuale, ma non di costruirne un’altra. Crescono insomma la rabbia e la frustrazione. E si alimentano a vicenda.
E si finisce per trovare soluzioni, anche diversissime di conservazione attraverso il conflitto.
Si finisce per delegare al “buono di turno” perché sistemi le cose: il governo dei tecnici che combatte tutti con sacrifici crescenti e destinati a crescere. Oppure per attendere l’intervento del papà: “Ora tocca all’Europa” titolava stamattina Repubblica, riportando il pensiero del Presidente della Repubblica. Una Europa che deve generare stabilità. Oppure si scatena la caccia alle streghe: il complotto pluto-masso-giudaico di Mussolini, il governo delle multinazionali delle brigate rosse. E le invettive dei tanti e tristi Savonarola dei nostri giorni.
Nel caso delle imprese: la lotta (sempre e solo parole di conflitto) alla burocrazia.

Invece …Se provate ad aprire il sito di Repubblica trovate (una sottile ironia non voluta) una pubblicità quasi (ironicamente, appunto) profetica: di occhiali.

Per costruire una nuova società e nuove imprese servono nuovi “occhiali” cognitivi e nuovi linguaggi espressivi.
In concreto, faccio un esempio solo.