"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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sabato 29 ottobre 2016

La riduzione dei costi è sempre dannosa

di
Francesco Zanotti

Risultati immagini per riduzione dei costi

Le ragioni sono molte. E’ un danno macroeconomico, è un danno organizzativo ed è, in sintesi, un dramma imprenditoriale.

E’ un danno macroeconomico perché quando qualcuno riduce i costi, parallelamente si riducono i ricavi di qualcun altro: fornitori e dipendenti che siano. In realtà si riducono anche i ricavi dei clienti. Mi si può obiettare che se i costi non sono sostenibili, sarà anche mors tua (di quelli a cui riduco i ricavi), ma almeno sarà vita mea …
Purtroppo no! Alla fine diventa morte di entrambi perché ad una riduzione di costi ne segue sempre un’altra fino allo spegnersi dell’impresa. Il sistema bancario insegna: si sta piano piano spegnendo di continua riduzione di costi.

E’ un dramma imprenditoriale perché grazie alla scappatoia strategica della riduzione dei costi, ci si rifiuta di pensare ad aumentare i ricavi. Aumentare i ricavi significa immaginare qualcosa di nuovo e questo richiede un cambiamento cognitivo da parte dei manager e degli imprenditori che non lo sanno fare e non trovano nessuno che li aiuti a farlo.

E’ un danno organizzativo non solo perché si generano conflitti e si crea un clima di paura quando si licenzia (chi saranno i prossimi) ma anche perché si disperdono risorse cognitive che potrebbero essere indispensabili e per progettare e realizzare qualcosa di nuovo.



lunedì 22 giugno 2015

Manager, professionisti e... il "Curling"

di
Luciano Martinoli


Certamente conoscerete il Curling, lo sport invernale dove due squadre si affrontano lanciando delle pietre di granito con manico (le stone) per piazzarle in un'area per accumulare punti. La caratteristica più nota del gioco, però, è quella dei giocatori che con uno "scopettino" abradono il ghiaccio davanti al tragitto delle stone allo scopo di influenzarne la traiettoria. Man mano che la stone rallenta la loro azione è meno influente fino a diventare inutile, ovviamente, una volta che quella si ferma.
Ora immaginate due giocatori che si affannano con il loro attrezzo a strofinare il ghiaccio davanti ad una stone... ferma. Che senso può avere? Nessuno ovviamente ma è quello che fanno tanti manager e professionisti d'impresa nella loro attività.

sabato 6 dicembre 2014

Conoscere il costo di ogni cosa e il valore di niente!

di 
Luciano Martinoli


E' questa la conclusione, rubando le parole ad Oscar Wilde, alla quale è giunta una monumentale ricerca di due ricercatori riportata da un articolo della rivista Business Strategy Review della London Business School of economics. La ricerca infatti, condotta sulle performance di 25.000 aziende americane su un arco di 40 anni, rivela che la supremazia sui costi non è una strategia perseguibile.

domenica 29 dicembre 2013

La ripresa è: Progetti Strategici che cambiano la vita …

di
Francesco Zanotti


… e generano flussi di cassa.
Allora cominciamo col dire che quello che genererà la ripresa sono i Progetti di Futuro delle imprese. Non potrà accadere che la ripresa si generi da sola. E tutti potranno continuare a fare tranquillamente quello che hanno sempre fatto.
Come dovranno esser fatti questi Progetti di Futuro?
Cominciamo a fare esempi di cosa non dovranno contenere. Non dovranno essere fondati sulla riduzione dei costi, sperando così di ridurre i prezzi e poter vendere di più. Se un imprenditore sa solo ridurre i costi è sconfitto in partenza. Non dovranno cadere alla lusinga di una internazionalizzazione che faccia vendere cose che negli attuali mercati non si vendono: non si venderanno neanche negli altri. Non dovranno cedere alla moda delle reti a tutti i costi. Anzi, fatte apposta nella speranza di ridurre i costi, ma lasciando tutto il resto invariato.
Dovranno essere progetti che cambiano radicalmente le convinzioni e la vita. Di chi li immagina e di coloro che ne dovranno comprare i prodotti o servizi. Se pensare che qualche copiabile innovazione tecnologica o furbizia di marketing possa risollevare la vostra impresa, sbagliate.
Sono progetti che cambiano le convinzioni e la vita potranno generare nel futuro flussi di cassa.
Come fare a sviluppare questo tipo di progetti? E quasi banale a dirsi: usate le conoscenze e le metodologie di strategia d’impresa più avanzate.
Sì, investite in conoscenza e progettualità come moltiplicatori del vostro spirito imprenditoriale che non può più essere imbrigliato da nessuna strategia precostituita e standardizzata: dalla innovazione tecnologica, alla internazionalizzazione, all'impresa rete, alle razionalizzazioni organizzative. Tanto meno da corsi di formazione tenuti da ex manager.
Imprenditori, tornate alla vostra voglia di cambiare il mondo. E’ la cosa di cui abbiamo più bisogno. E vedrete che, così facendo, tornerete a generare cassa.


giovedì 22 novembre 2012

Intesa sulla produttività: aziende produttive o geniali?


di
Francesco Zanotti

Ieri è stato firmato un accordo sulla produttività dal quale tutti sembrano attendersi “magnifiche sorti e progressive”.
Ebbene, cominciamo a considerare quali dovrebbero essere queste sorti. A me sembra che la variabile fondamentale da considerare sia la produzione di cassa. Se non aumenta la produzione di cassa delle nostre imprese le chiusure si susseguiranno in un crescendo rossiniano devastante. Non basta un aumento del fatturato, non basta neanche un aumento degli utili, serve un aumento (e importante) della produzione di cassa. Che, dopo tutto, misura la “qualità” di fatturato e utili.
Bene le misure concordate ieri sera porteranno ad un aumento della cassa prodotta?
Beh, la prima considerazione è che manca la firma e l’assenso della CGIL e questo non lascia ben sperare dal punto di vista del clima interno alle fabbriche, soprattutto quelle grandi.
Ma supponiamo che l’influenza del mancato accordo delle CGIL non abbia influenza (supposizione ovviamente errata, ma accettiamola per evidenziare altri fenomeni).
Lasciando stare la CGIL; quanto aumenterà la produzione di cassa a seguito dell’intesa per la produttività? E in quanto tempo?
Bene, la risposta è ignota. Peggio: nessuno si pone questa domanda. E questo è incredibile.
Proviamo, allora, a tentare noi una risposta.

venerdì 20 aprile 2012

Zavorra burocratica o “cognitiva”?


di

Francesco Zanotti

Lo slogan del nuovo presidente di Confindustria: “Lotta alla burocrazia per tornare a crescere”.
Certo se ci fosse meno burocrazia fosse sarebbe meglio … Ma …
Perché ci metto tanti puntini? Perché mi sembra doveroso dire una cosa dolorosa. E, quindi. … sono titubante. Non voglio che venga scambiata per la solita sparata isterica.
Comincio, allora, dall’inizio, lentamente …

Per uscire dalla crisi attuale dobbiamo riprogettare una intera società: dall’economia, alla finanza ed alla politica. E, fino a qui, credo sia difficile non essere d’accordo.
Ma quando proviamo a progettare il futuro, cosa usiamo? Oggi usiamo gli stessi modelli di lettura della realtà, linguaggi di descrizione del futuro che usavamo prima. Questi ci permettono di capire cosa non funziona, ci arrabbiamo, anche ci indigniamo, ma poi, quando proviamo a trovare “soluzioni” siamo capaci solo di cercare di aggiustare la società attuale, ma non di costruirne un’altra. Crescono insomma la rabbia e la frustrazione. E si alimentano a vicenda.
E si finisce per trovare soluzioni, anche diversissime di conservazione attraverso il conflitto.
Si finisce per delegare al “buono di turno” perché sistemi le cose: il governo dei tecnici che combatte tutti con sacrifici crescenti e destinati a crescere. Oppure per attendere l’intervento del papà: “Ora tocca all’Europa” titolava stamattina Repubblica, riportando il pensiero del Presidente della Repubblica. Una Europa che deve generare stabilità. Oppure si scatena la caccia alle streghe: il complotto pluto-masso-giudaico di Mussolini, il governo delle multinazionali delle brigate rosse. E le invettive dei tanti e tristi Savonarola dei nostri giorni.
Nel caso delle imprese: la lotta (sempre e solo parole di conflitto) alla burocrazia.

Invece …Se provate ad aprire il sito di Repubblica trovate (una sottile ironia non voluta) una pubblicità quasi (ironicamente, appunto) profetica: di occhiali.

Per costruire una nuova società e nuove imprese servono nuovi “occhiali” cognitivi e nuovi linguaggi espressivi.
In concreto, faccio un esempio solo.