"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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domenica 12 maggio 2013

Il lavoro e la CONSOB


di
Francesco Zanotti


La CONSOB potrebbe fare molto per il lavoro, ma non lo sa e non lo fa! Potrebbe fare più del Governo, senza bisogno di investimenti e con grande efficacia e tempestività. Anche perché la sua azione potrebbe essere catalizzatrice di eventi  “rafforzanti” …
Per comprendere questa tesi, occorre riprendere in mano il filo dei fondamenti.
Il lavoro “sano” può essere generato solo dallo sviluppo delle imprese. E lo sviluppo delle imprese può venire solo da loro profondi cambiamenti di identità: devono offrire prodotti e servizi diversi dagli attuali.
Dimostra questa tesi il fatto che le imprese sono tanto più in crisi quanto più quello che offrono sul mercato è banale, già visto, prodotto da troppi. Prodotti e servizi scontati che costringono a scontare. Continuamente a scontare il prezzo, intendo.
Allora occorre che le imprese siano soprattutto orientate a progettare il futuro. E, per farlo, per far sì che il loro futuro sia diverso dal loro passato, devono abbandonare gli occhiali con i quali hanno fino ad oggi guardato il mondo e usare altri occhiali, altri punti di vista. Più tecnicamente; devono usare conoscenze che non hanno mai esplorato ed usato: le conoscenze di strategia d’impresa. Sono queste conoscenze che possono permettere di valutare quanto il passato abbia esaurito la sua carica vitale e scoprire quali altri futuri sono percorribili.
Ma cosa c’entra la CONSOB?

mercoledì 28 novembre 2012

Atlantia: che ci fai con i miei risparmi?


di 
Riccardo Profumo


Lo spunto per questo post ci arriva da una lettera che abbiamo ricevuto il 15 novembre 2012 da un amico, piccolo risparmiatore, il quale ci dice:
“..sono disponibile a finanziare le aziende, il mio scopo è investire una parte di risparmi al fine di realizzare un guadagno lecito, minimizzando il rischio di perdere il capitale...”.
Forse condizionati anche dalla crisi, coloro che possono investire e fare finanza manifestano atteggiamenti di scrupolo e attenzione crescenti.
“…in questi giorni ho appreso dell’emissione di bond di Atlantia. Non possono sfuggire i numerosi messaggi pubblicitari apparsi un po’ ovunque (TV, radio, giornali)… Incuriosito sono andato sul sito Atlantia per saperne di più…”
Qualsiasi investitore, dopo essersi assicurato dell'identità del soggetto e della sua solidità attuale, pretenderà di capire cosa ci deve fare con quei soldi.
Continua il nostro amico: … “Campeggia lo spot gia visto e l'annuncio del piano con il link al prospetto informativo e ad altri documenti dell’operazione. Le informazioni sono molte: rating degli analisti, avvisi agli obbligazionisti e altre informazioni tecnico giuridiche. Poi il profilo dell'azienda, i bilanci e altri documenti correlati. Ma il piano dove è? Mi tuffo nella pagina Presentazioni e scopro che contiene tutte le presentazioni tenute ufficialmente dal gruppo su argomenti sia di natura economico-finanziaria sia tecnica... Purtroppo la mia attesa e ricerca rimane delusa: il Piano non c’è.”

Leggere un piano convincente che illustri in che modo quel prestito realizzerà lo sviluppo dell'azienda, è una condizione necessaria per convincersi che il capitale prestato sarà restituito e remunerato e fare dell’investitore un partner di sviluppo imprenditoriale.

Purtroppo questo banale e semplice percorso sembra non essere stato scelto da Atlantia nel suo piano di sottoscrizione di obbligazioni per i piccoli risparmiatori.

Il 23 novembre si è conclusa l’offerta pubblica delle obbligazioni Atlantia per i risparmiatori retail. Il Gruppo Atlantia annuncia con un comunicato stampa il successo dell’operazione: “l’ammontare complessivo delle obbligazioni collocate sarà pari a un miliardo di Euro, sottoscritto indicativamente da 42.466 investitori”.