"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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sabato 2 gennaio 2016

Ferrari, Zucchi e gli altri

di
Francesco Zanotti

Risultati immagini per ferrari quotazione borsa oggi

Oggi tutti i giornali sono pieni di notizie sullo scorporo e quotazione di Ferrari. In un angolino, vi è la vivenza Zucchi che passa sostanzialmente di mano con beneplacito delle banche. Ecco gli altri: proprio le banche all’inizio dell’era del “bail-in”.
Di tutto si parla nei giornali tranne che del futuro di tutte queste banche è imprese.
Non è vero, mi si dirà. Gli stessi giornali sono pieni di previsioni. Sì ma sono soprattutto previsioni sull’andamento dei titoli FCA e Ferrari. Risultati di analisi tecniche, quindi virtuali. Non di previsioni che riguardano il mondo reale.
Dobbiamo dire chiaro e forte che il futuro di queste imprese e banche dipenderà dalla loro intensità progettuale. Infatti, il mondo è, ovviamente, in veloce cambiamento. Ma non è cambiamento etero diretto, che ne sono, dai “Little green man” di Marte. E un cambiamento costruito con i comportamenti di tutti i giorni. Detto diversamente, vi sono infiniti futuri possibili. Si realizzeranno quelli che i nostri comportamenti, suggerito dalla nostra progettualità riusciranno a realizzare.
Si realizzeranno i futuri che quelle imprese e banche sapranno progettare e realizzare.
E che futuri stanno progettando e iniziando a realizzare? Nessuno lo sa! Non esistono Business Plan accessibili e valutabili. E io credo non esistano neanche Business Plan degni di questo nome: solo previsioni di andamenti patrimoniali, economici e finanziari.
Questo significa che il futuro di queste imprese e banche è senza nome. Peccato che sia imprese e banche utilizzano quella straordinaria risorsa sociale che è il risparmio. E lo stanno facendo in nome di un futuro a cui non vogliono dare un nome.



giovedì 22 ottobre 2015

Ferrari: finalmente si comincia a capire

di
Francesco Zanotti

Oggi Alessandro Plateroti in prima pagina sul Sole 24 Ore titola: ”La sfida Italiana? Avere tante Ferrari”. Ma ci sono voluti gli americani che dopo il successo della quotazione della Ferrari, hanno chiesto “What’s next”? Cioè: che altre meraviglie avete per noi?
Mi piace sottolineare che in questo blog l’avevamo detto tre anni fa. Dicevamo che servivano tante Apple perché Apple è più grossa della Ferrari, ma intendevano la stessa cosa: noi supereremo la crisi solo generando meraviglie: imprese opere d’arte.
Siamo contenti che si cominci a capire, ma ci dispiace che non si vada fino in fondo. La sfida infatti è: ma come si fa a far nascere mille imprese opere d’arte?
Le riposte che dà Plateroti sono troppo “esortative”. Operativamente non dice come fare a cominciare da stamattina.
Noi abbiamo una proposta. L’Italia è piena di imprenditori eccellenti. Ma sono come macchine potentissime alle quali manca la “benzina”. E questa benzina non è costituita dalle risorse finanziarie, ma dalle risorse di conoscenza. In particolare le conoscenze e le metodologie di strategia d’impresa. Esse servono a cogliere le potenzialità di sviluppo attuali che non sono più “puntali” come un tempo, ma sempre più sistemiche. E a progettare risposte a queste potenzialità con progetti complessi e articolati. Senza le conoscenze e le metodologie di strategia d’impresa gli imprenditori girano a vuoto. Sono come un poeta a cui manca la vista e la lingua. La sua potenzialità poetica si esaurisce nella frustrazione di non saper leggere il mondo e nel non poter costruire progetti strategici (Business Plan) alti e forti.
Anche ai finanzieri mancano le conoscenze e le metodologie di strategia d’impresa. Dovrebbero, invece, disporne per poter valutare sei i Business Plan sono alti e forti. Dovrebbero distribuirle agli imprenditori e stimolarli ad usarle. Questo vale soprattutto per tutte le nostre banche commerciali che vantano legami forti con i territori. Se vogliono salvaguardare il loro impegno e significato sociale devono distribuire risorse cognitive insieme a risorse finanziarie.
Il mancato utilizzo di conoscenze e metodologie avanzate di strategia d’impresa è quello che sta “inaridendo” l’idea anche buona dei minibond come racconteremo nei prossimi giorni.


domenica 12 maggio 2013

Il lavoro e la CONSOB


di
Francesco Zanotti


La CONSOB potrebbe fare molto per il lavoro, ma non lo sa e non lo fa! Potrebbe fare più del Governo, senza bisogno di investimenti e con grande efficacia e tempestività. Anche perché la sua azione potrebbe essere catalizzatrice di eventi  “rafforzanti” …
Per comprendere questa tesi, occorre riprendere in mano il filo dei fondamenti.
Il lavoro “sano” può essere generato solo dallo sviluppo delle imprese. E lo sviluppo delle imprese può venire solo da loro profondi cambiamenti di identità: devono offrire prodotti e servizi diversi dagli attuali.
Dimostra questa tesi il fatto che le imprese sono tanto più in crisi quanto più quello che offrono sul mercato è banale, già visto, prodotto da troppi. Prodotti e servizi scontati che costringono a scontare. Continuamente a scontare il prezzo, intendo.
Allora occorre che le imprese siano soprattutto orientate a progettare il futuro. E, per farlo, per far sì che il loro futuro sia diverso dal loro passato, devono abbandonare gli occhiali con i quali hanno fino ad oggi guardato il mondo e usare altri occhiali, altri punti di vista. Più tecnicamente; devono usare conoscenze che non hanno mai esplorato ed usato: le conoscenze di strategia d’impresa. Sono queste conoscenze che possono permettere di valutare quanto il passato abbia esaurito la sua carica vitale e scoprire quali altri futuri sono percorribili.
Ma cosa c’entra la CONSOB?