"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm

domenica 13 aprile 2014

BPM: governare il nulla

di
Francesco Zanotti


Un signore vede un amico che corre come un disperato e gli chiede: “Dove vai così di fretta?”. Risposta lapidaria: “Non lo so!”. “Ma, allora, perché corri?”. Risposta sconfortante: “Perché arrivo prima!”.
Senso: quale governance per la BPM? Una nessuna centomila: quasi tante proposte quanto sono i Soci. Ma per Governare cosa? Non se ne discute! Nessuno ha il sogno di una nuova banca. Solo efficienza, riduzione di costi et similia.

Allora, invece di discutere su chi governerà il nulla, stimoliamo i Soci e cercare una nuova modalità di fare banca: il dove andare. Progettando un nuovo sistema di servizi per lo sviluppo delle comunità economiche che si riconoscono in BPM. La nuova governance emergerà d questa progettualità sociale.

domenica 6 aprile 2014

Hober Mallow, strategia d’impresa e sviluppo

di
Francesco Zanotti


Isaac Asimov racconta che Hober Mallow … Ma leggiamo dalla Enciclopedia Galattica. “A volte si dimentica che Hober Mallow iniziò la sua carriera come semplice mercante. Nessuno dimentica che al termine della sua vita era il primo dei Principi Mercanti”.

Principe di Terminus, il Pianeta dove era nata quella Fondazione che avrebbe dovuto contrastare la caduta dell’Impero Galattico costruendo un’isola di conoscenza all'estremità della nostra galassia che stava precipitando nella barbarie.

Prima di prendere il potere Hober Mallow aveva viaggiato tra i quattro regni che confinavano con la Fondazione ed aveva scoperto che continuavano ad usare l’energia nucleare senza sapere come funzionasse un generatore nucleare. La Fondazione aveva concesso loro l’uso dell’energia nucleare, ma aveva ammantato i generatori con il mantello del Sacro: erano gestiti da sacerdoti che conoscevano un insieme di complicati riti per farli funzionare. Ma non sapevano nulla di energia atomica.
La loro convinzione era che non si rompessero mai. E se capitava qualche incidente il generatore veniva abbandonato … La Fondazione controllava l’energia nucleare per mezzo di una Religione …

Ma cosa c’entra questo con le conoscenze e le metodologie di strategia d’impresa?
C’entra perché siamo tutti tecnici che sanno solo celebrare alcuni riti che dovrebbero servire a far funzionare le centrali (le imprese). Cerchiamo di rifornirle di carburante nucleare (i soldi delle banche). E se si guastano (falliscono) allora abbandoniamo i generatori (i capannoni) alla tristezza delle periferie industriali. Ma non sappiamo come funzionano le imprese. E neanche come nascono. Sembra che serva qualcuno che viene dal di fuori (da qualche misteriosa Fondazione cognitiva) del consesso degli uomini normali (un uomo straordinario che chiamiamo imprenditore) che riesce a generare nuove imprese. E ci imbavagli con la Religione della Competitività. Che è un cercare di far funzionare senza capire.

Ma non siamo ancora alle conoscenze ed alle metodologie di strategia d’impresa ...
Ci arrivo subito: sono queste conoscenze e metodologie che costituiscono la nostra Fondazione. Che, per altro, non se ne sta su di un Terminus, ma è tra di noi. Anche su questo blog.
Allora, se vogliamo davvero costruire un nuovo sviluppo, è necessario che andiamo a bussare alle porte di quella Fondazione che si chiama conoscenza. Che, per altro, sono sempre spalancate.
E lasciamo che i Sacerdoti della competitività (l’attuale classe dirigente) strillino al sacrilegio per la nostra voglia di disvelare il Mistero della nascita e del funzionamento delle imprese.



mercoledì 2 aprile 2014

L'innovazione possibile dappertutto: il caso del caffè

di
Luciano Martinoli


Un articolo di ieri apparso su "la Repubblica" evidenzia in concreto alcuni aspetti che trattiamo spesso da questo blog. Si tratta di un vero e proprio terremoto in un mercato che è quanto di più lontano si possa immaginare da quello della tecnologia, dove sono la norma. Parliamo della bevanda più amata nel mondo occidentale: il caffè.
Cosa è accaduto di così dirompente nelle acque stagnati del mercato del caffè?

venerdì 28 marzo 2014

Star Conference: quali sono le prospettive future di queste aziende?

di
Luciano Martinoli


Si è tenuta il 25 e 26 Marzo presso Palazzo Mezzanotte la conferenza di presentazione delle aziende quotate nell’indice Star della Borsa di Milano. Lo scopo della conferenza era, citando le parole degli stessi organizzatori:
… offrire agli analisti e agli investitori italiani e internazionali l’opportunità di fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future delle piccole e medie imprese italiane che rappresentano l'eccellenza del tessuto imprenditoriale italiano.

Non erano presenti tutte le 68 aziende dell’indice STAR alle sessioni di presentazioni pubbliche e quindi il campione può non essere significativo. 
Dalle presentazioni pubbliche alle quali abbiamo assistito, come CSE Crescendo, ci è sorto spontaneo e legittimo il quesito sulle prospettive future in quanto queste non erano chiaramente esplicitate. 

venerdì 21 marzo 2014

Quando il legislatore è "avanti": le reti d'impresa

di 
Luciano Martinoli

La "Rete d'Impresa" è un contratto che consente alle imprese di mettere in comune delle attività e delle risorse allo scopo di "accrescere individualmente e collettivamente la propria capacità innovativa e competitiva sul mercato". Sono disponibili su vari siti svariati e pregevoli e-book che illustrano, anche nel dettaglio, le modalità operative e le ragioni per costituire una "Rete d'impresa" (a titolo di esempio vi segnalo questo).
L'intento del legislatore dunque non era certo quello di fornire uno strumento per prepararsi al peggio, come evoca la vignetta, ma, viceversa, costituire un contesto, a partire dalla rete, più prospero per le aziende partecipanti e, di conseguenza, per tutto l'indotto esistente o che si andrebbe a costituire. Uno strumento di sviluppo, dunque, non di conservazione. Tale intendimento è espresso chiaramente nella disciplina legislativa che, in uno specifico articolo, specifica chiaramente a proposito dei contenuti minimi del contratto, l'obbligo di:

...esplicitare gli obiettivi strategici di innovazione e dell'innalzamento delle capacità competitive dei partecipanti e le modalità concordate tra gli stessi per misurare l’avanzamento verso tali obiettivi.

Va da se che per scongiurare il rischio che tali obiettivi rimangano mere esortazioni retoriche, essi devono contribuire al miglioramento delle prestazioni economiche finanziarie future (prime fra tutte i flussi di cassa) dei singoli partecipanti, che dunque dovrebbero essere esplicitate.
Cosa accade nella pratica?

giovedì 20 marzo 2014

Elettrolux: quale piano?

di
Francesco Zanotti



La richiesta della politica è quella di “fare un piano industriale più adatto ai benefici” chiesti da Elettrolux. Poi come aggiunta, Zaia dice che c’entra in qualche modo anche la ricerca e sviluppo.
Così poste le cose, il futuro è chiarissimo: una negoziazione durissima riuscirà a far sì che l’impresa riesca a campare un po’. La ricerca e sviluppo di cui si parla è generica. Per avere senso si dovrebbe dire quale ricerca e sviluppo e come questa ricerca e sviluppo influirà sulla definizione del business e, quindi, sul posizionamento strategico (che non è il posizionamento competitivo).
Ecco, ma il discorso si fa tecnico …
E come diavolo altrimenti dovrebbe essere?
Esiste un patrimonio di risorse cognitive che è costituito dalle conoscenze e dalle metodologie di strategia d’impresa. Sonio le risorse cognitive che dovrebbero suggerire quali sono i contenuti che dovrebbe avere un piano industriale e come è necessario un Progetto Strategico che definisca il senso del Piano industriale.
Il problema è che nessuno degli attori coinvolti sembra avere la più pallida idea delle conoscenze e delle metodologie di strategia d’impresa.
Come prendere i primi cinque che passano per la strada e chiedere loro di progettare un sistema tecnologico avanzato senza disporre delle conoscenze scientifiche e tecnologiche necessarie. Auguri ai dipendenti dell’Elettrolux.