"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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martedì 20 ottobre 2015

Finanziarie Regionali e minibond: consapevoli dei rischi?

di
Luciano Martinoli


E’ notizia recente il sostegno, a vario titolo, di alcuni operatori pubblici locali all’emissione di minibond da parte di PMI del loro territorio. Andiamo dalla Sardegna, dove la SFIRS, finanziaria regionale, ha annunciato la costituzione di un fondo di garanzia, al Veneto, dove la locale finanziaria regionale insieme alle BCC hanno costituito un fondo apposta. E non è da dimenticare l’ennesimo annuncio della Regione Lombardia di strumenti a supporto in tale direzione dei quali, però, non sono ancora note le indicazioni operative tramite la Finlombarda, la finanziaria regionale.
Sono annunci certamente positivi ma i promotori di tali iniziative sono consapevoli dei rischi, così come delle opportunità di tali strumenti?
Come scongiurare i primi per perseguire i secondi?
E gli scopi sono per dispiegare strumenti per finanziare lo sviluppo o la sopravvivenza dei tessuti economici locali?

domenica 9 marzo 2014

Minibond: sempre e solo sopravvivenza

di
Francesco Zanotti


La nostra ricerca sui “Minibond” ha evidenziato la voglia di pura e semplice sopravvivenza delle imprese. Non abbiamo trovato progetti di Sviluppo “alti e forti”. Piuttosto richieste non esplicite, ma sostanziali, di aiuti.
A dare “man forte” alla rinuncia al futuro arriva anche la grande accademia. Leggo oggi sul Sole un articolo a firma di Silvio Bencini e Guido Tabellini sui minibond che è oggettivamente, anche se inconsapevolmente, un supporto alla cultura e alla prassi della pura sopravvivenza. Che non hanno nulla di alto e forte.
I nostri due Autori descrivono i minibond solo dal punto di vista “tecnico”: come strumento per fare arrivare soldi alle imprese.
Non vi è alcuna osservazione sul problema di fondo: ma che se ne fanno le imprese dei soldi? Vogliono finanziare un progetto di sviluppo o vogliono sopravvivere?
Perché questa ricercata, costruita, praticata cecità verso il futuro?
Per mancanza di conoscenza! La capacità di progettare il futuro dipende dal patrimonio di conoscenze di cui si dispone. In particolare delle conoscenze e metodologie di strategia d’impresa.
Se non buttiamo queste conoscenze nelle mani di imprenditori e finanzieri (e accademici, a quanto pare), non si accorgeranno neanche che stanno cercando disperatamente di far sopravvivere il passato.
Vi è una frase rivelatrice nell'articolo di Bencini e Tabellini “L’accesso al credito non bancario è un problema soprattutto per le piccole e medie imprese, di cui è difficile valutare il merito di credito.”
Signori, è difficile se non si dispongono delle conoscenze e delle metodologie di strategia d’impresa. Se si usassero queste conoscenze e metodologie, si saprebbe fare molto di più che valutare: banche e imprese potrebbero costruire insieme e, sempre insieme, continuamente aggiornare, il progetto di sviluppo dell’impresa (il suo Business Plan). Certo se di queste conoscenze non si dispone, allora diventa tutto complicato: il futuro è solo un allungamento del passato, merita il credito chi è andato bene nel passato, il problema è solo come far sopravvivere le imprese fino a che non sarà passata la crisi.
Purtroppo la crisi è frutto del cercare di bloccare il futuro, di non volerlo vedere. Lo sviluppo può essere solo figlio di progetti alti e forti che possono nascere solo se chi li deve immaginare dispone delle conoscenze e delle metodologie per farlo.


giovedì 31 ottobre 2013

I minibond: non farsi mantenere, ma rilanciare il Paese

di
Francesco Zanotti


Nell'affrontare l’opportunità dei minibond, il confronto è tra chi pensa che occorra far sopravvivere le imprese attuali (almeno la loro) mantenendole lo stesso, nonostante la loro perdita di capacità di generare cassa. E, conseguentemente, pensa che i minibond siano una ulteriore via, sperabilmente meno ardua, di finanziamento della sopravvivenza.

E tra, chi invece, pensa che i minibond siano una occasione perché le imprese di dotino di un nuovi Progetti Strategici, alti e forti che le trasformino radicalmente. E, conseguentemente, pensa che attraverso i minibond si può cominciare a finanziare la costruzione del futuro, non la sopravvivenza del presente …

Noi stiamo dalla parte dei secondi. Crediamo che stiano dalla stessa parte anche le banche.
In sintesi, imprenditori, non cercate qualcuno che vi raccomandi presso le banche o imponga loro di farvi sopravvivere. Datevi da fare a progettare un futuro che, per realizzarsi, dovrà essere radicalmente diverso dal presente.


venerdì 4 maggio 2012

Ragionamenti sbagliati


di
Francesco Zanotti

Sbagliati … Forse è meglio dire: ragionamenti che costruiscono la crisi. Sì la crisi è costruita dal nostro pensare …
Leggo sul Sole 24 Ore (ma non cito l’Autore per non innescare polemiche) un ragionamento di questo tipo. Le imprese tedesche stanno comprando tante imprese italiane, ma le comprano a prezzi di saldo perché oggi hanno prodotti competitivi, ma non hanno la liquidità per fare investimenti ed attuare le ristrutturazioni necessarie per ricominciare a produrre “valore”.
Cosa c’è di profondamente “sbagliato” in questo ragionamento?
C’è che ci si riferisce ad una competitività debole. Una competitività che permette solo la sopravvivenza. Se queste imprese avessero prodotti unici o con un rilevante livello di differenziazione di qualità e di capacità di servizio e non qualche piccolo vantaggio di prezzo, non avrebbero problemi di liquidità, ma produrrebbero cassa abbondante.
C’è che non avrebbero bisogno di ristrutturazioni, ma avrebbero i soldi necessari ad incrementare la capacità produttiva.
C’è che le imprese di cui si discute sono imprese che producono componenti, quindi, hanno una debolezza intrinseca di mercato.
Conclusione: è inutile che cerchiamo di difendere la struttura industriale esistente. Usciremo dalla crisi solo ridisegnandola profondamente. Per fare questo non servono soldi, ma una nuova capacità di progettualità strategica.