"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm
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venerdì 21 febbraio 2014

Enzo Ferrari e la competitività delle imprese e del Paese

di
Francesco Zanotti


Pensate che Enzo Ferrari quando ha iniziato la sua attività di costruttore aveva in mente la competitività? Che sia andato dal Governo a chiedere riduzioni del costo del lavoro?
Ovviamente no! Voleva realizzare il suo sogno.

Oggi i sogni stanno a zero ed allora, si vuole continuare a fare le cose di sempre. Ed allora diventa importante farle un po’ meglio, farle costare un po’ meno. Serve diventare più competitivi. E lo deve diventare anche il sistema Paese. Ma la battaglia della competitività è una battaglia senza fine e senza vincitori.

domenica 9 febbraio 2014

Al Forex: non una parola …

di
Francesco Zanotti


… sulla progettualità strategica e sulla capacità di valutare progetti nelle quattro pagine che il Sole 24 Ore dedica al Forex.
La sintesi di tutte le altre parole, di tutte quelle che stanno sulle tre pagine le si trovano nelle dichiarazioni di Squinzi e Ghizzoni. Con l’eccezione di Moretti.
Squinzi: ci serve una burocrazia non asfissiante, un fisco non invasivo, un costo del lavoro a livello degli altri paesi industrializzati, infrastrutture degne del secondo paese manifatturiero d’Europa.
Ma supponiamo che tutte queste cose si materializzino domani … beh non è possibile perché, almeno per le infrastrutture, il domani in cui si realizzeranno è, per ragioni “fisiche”, lontano. E se vogliamo uscire dalla crisi lo dobbiamo fare subito con queste infrastrutture. Lo stesso Squinzi dice che i prossimi mesi sono decisivi.
Ma supponiamo che tutte le altre si materializzino domani. E supponiamo anche che le banche diano alle imprese tutte le risorse finanziarie che desiderano … Insomma che da domani si risolvano tutti i problemi che oggi vengono individuati come decisivi. Riprenderà la nostra economia? Riprenderanno i consumi interni? Le imprese torneranno a produrre cassa? Nessuno lo sa perché le imprese, mediamente, non hanno un progetto strategico che dimostri a terzi come attraverso quelle risorse loro affidate aumenteranno i flussi di cassa in modo tale da restituirle, pagare stipendi migliori (senza stipendi molto migliori non si aumentano i consumi interni), aumentare quelle tasse che servono a costruire infrastrutture diminuendo le aliquote.

Arriviamo a Ghizzoni. In sintesi: le banche dovranno dare soldi alle imprese che lo meritano … Beh: Ghizzoni l’ha detto ieri, ma da tempo lo dicono tutti i banchieri. E’ certamente anche giusto se non fosse che manca un pezzo del discorso. Per capire se un’impresa merita credito (in generale, risorse finanziarie) è necessario che disponga del progetto strategico di cui sopra. Ma le imprese non ce l’hanno. E, anche se ce l’avessero, le banche non saprebbero valutarlo perché mancano loro le conoscenze e le metodologie di strategia d’impresa.

Ecco il fattore dimenticato che citavo all'inizio: l’esigenza di una nuova progettualità strategica e di una capacità di valutare i risultati della progettualità strategica: I progetti Strategici.

Perché, però, si spossa progettare e valutare, servono nuove risorse cognitive che sono, almeno, costituite dalle conoscenze e dalle metodologie di strategia d’impresa che oggi sembrano quasi totalmente dimenticate. Si è ancora legati allo schema (troppo povero) della strategia competitiva.

Ed arriviamo a Moretti: va ritrovata la capacità di innovare e costruire competenze. Dichiarazione importante, ma per attuarla occorre che le imprese si dotino delle risorse cognitive di cui sopra. Ma non basta. Nei dibattiti sulle imprese vengono completamente trascurate non solo conoscenze e metodologie di strategia d’impresa, ma anche tutti i risultati che le scienze naturali ed umane hanno generato, soprattutto nel secolo scorso. Dott. Moretti perché non ci aiuta a diffondere l’esigenza di fornire le classi dirigenti delle nuove risorse cognitive disponibili e completamente trascurate?


giovedì 12 settembre 2013

Ingenuità strategiche

di
Francesco Zanotti


… o sciocchezze pericolose? Decida il lettore. Il tema riguarda la competitività. In particolare, quel pezzo di competitività che è il costo del lavoro per unità di prodotto.
Viene considerata una priorità il ridurlo. Solo, si dice, diminuendo il costo del lavoro per unità di prodotto si riesce a diventare più competitivi.
Allora prendiamo il vero ed inevitabile obiettivo di fondo: aumentare la capacità delle imprese di produrre cassa. La riduzione del costo del lavoro deve portare ad aumentare la capacità di produrre cassa. Altrimenti non serve a nulla.
Bene, nessuna riduzione ragionevole del costo del lavoro porta ad un aumento dei flussi di cassa.
Ridurre il costo del lavoro non porta neanche a vendere di più perché mentre noi si riduce, gli altri non stanno a guardare: cercano di diminuire anche loro. E si innesca una battaglia di costi e prezzi che non aumenta, ma diminuisce la capacità di produrre cassa. Di più: si attiva anche una stretta cognitiva. Tutti pensano solo a come far funzionare meglio le imprese di oggi e nessuno pensa a progettare le imprese di domani.
Se poi qualcuno chiede dove si prendono i soldi per ridurre, ad esempio, il cuneo fiscale, ci si sente rispondere che si può attivare una dura Spending Review. Ma, domanda ingenua: visto che la spesa pubblica fa parte del PIL, non è che, se lo Stato spende meno, si riduce il PIL?

Auguri Italia.

mercoledì 1 maggio 2013

Un Primo maggio purtroppo solo ridistributivo


di
Francesco Zanotti

Oggi Primo maggio: il lavoro.
Ascoltiamo la voce di Confindustria: pagamenti della pubblica Amministrazione, riduzione del costo del lavoro, investimenti in infrastrutture.
Ascoltiamo Susanna Camusso: redistribuiamo!
Ascoltiamo gli artigiani: facilitiamo il credito.
Bene supponete che tutti queste richieste vengano esaudite. Ipotesi quasi impossibile anche perché Confindustria vuole grandi infrastrutture e Camusso vuole ristrutturare città e territorio. Ma supponete anche che la BCE garantisca a tutti liquidità per tutto.
Ecco io credo che non avremo ancora risolto nulla.
Il problema è che una parte crescente del nostro sistema industriale costruisce prodotti che non hanno più storia e li produce consumando risorse naturali in modo insostenibile. Una crescente parte del nostro sistema industriale non produce più valore economico, sociale, culturale, ambientale. Conseguentemente, rischia di perdere senso tutto il sistema di servizi che lo supporta e lo Stato che si nutre del valore prodotto dalle imprese industriali e di servizi.
Allora, mentre si cerca di fare tutte le cose che tutti desiderano, occorre avviare un grande sforzo progettuale ed ogni livello. E perché non sia uno sforzo vano, occorre fornire a tutti i “progettatori” (cioè proprio a tutti i cittadini) nuove risorse di conoscenza. Perché la progettualità attuale è solo capace di rivendicazioni. Che, anche se giustissime, non bastano.
Lo dico più esplicitamente: è la classe dirigente politica, imprenditoriale e sindacale che si deve dotare di nuove risorse cognitive. 

lunedì 1 ottobre 2012

Immaginiamo …


di
Francesco Zanotti

… che il sistema delle nostre imprese ricominci a produrre cassa, abbondantemente. Cosa accadrebbe? Beh che tutti i problemi sarebbero risolti.
Le imprese pagherebbero tasse abbondanti, ma senza patemi. Queste tasse potrebbero permettere di aumentare sia i servizi ai cittadini e ripagare il debito pubblico. Le imprese, a loro volta, potrebbero pagare di più i dipendenti che ricomincerebbero a spendere, seppure per prodotti e servizi diversi da quelli attuali. E ricomincerebbero anche a ricostruire risparmio. Sempre le imprese restituirebbero i prestiti alle banche azzerando le sofferenze e permettendo loro di incrementare patrimonio e impieghi.
E mille altre cose che tutti immaginano.
Ma come far sì che le nostre imprese ricomincino a produrre cassa abbondantemente?
Non certo aumentando la “produttività”, riducendo il costo del lavoro, facendo le riforme istituzionali … Poi queste ultime sembrano proprio c’entraci davvero poco …
Ci si potrebbe riuscire solo abbandonando il mito della competitività e riabbracciando la follia imprenditoriale che ha generato il nostro miracolo economico. E riuscire a progettare, proprio come allora, un nuovo sistema di prodotti e servizi che saranno, proprio come allora, ologrammi di una nuova società.
E per riabbracciare la follia imprenditoriale?  Basta diffondere ed utilizzare conoscenze e metodologie avanzate di progettazione e valutazione strategica …