"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm

giovedì 7 dicembre 2017

Il corpo e le sue parti: nuove metafore per l'azienda?


Il Drucker Institute ha reso pubblica una nuova classifica aziendale per indirizzare l'annoso tema dello 'short termism'. Pur lodevole negli intenti, riuscirà a dar conto delle caratteristiche di un'azienda che "fa bene le cose giuste" nel lungo termine?

Il Wall Street Journal ha recentemente pubblicato la classifica "Management Top 250". Si tratta dell'ennesimo tentativo di valutare la capacità delle imprese di concentrarsi sullo sviluppo di lungo termine e combattere la piaga dell'attenzione agli obiettivi di breve periodo (short-termism) sopratutto profitti trimestrali e performance azionarie, in alcuni casi addirittura su base settimanale.
La classifica è stata stilata tenendo in considerazione 37 indicatori che ricadono in 5 dimensioni: customer satisfaction, employee engagement and development, innovation, social responsibility e financial strength. I dati sono stati raccolti da una dozzina di fornitori: da Bloomberg ad American Customer Satisfaction Index. 

giovedì 30 novembre 2017

Il "Governo" dell'impresa: un unico vestito buono per tutti?


Le regole di governo delle aziende (Corporate Governance) sono oggetto di continuo dibattito per consentire trasparenza di gestione e generare fiducia negli investitori. Ma un buon vestito "standard" può andar bene a tutti e indipendentemente dall'attività che il singolo svolge?

Si è appena conclusa la terza edizione dell’Italy Corporate Governance Conference organizzata da Assogestioni ed Assonime in cooperazione con l’OECD e con il supporto di Borsa Italiana. Lo scopo, di quello che ormai è un cantiere sempre aperto, è quello di adottare modelli di best practice nella governance societaria e attirare gli investitori internazionali.

Se l'intento appare condivisibile, esso soffre di un presupposto che ne mina l'efficacia alla radice: tutte le aziende sono governabili in maniera uguale indipendentemente da quello che fanno.
E' una ipotesi che sta in piedi?

lunedì 27 novembre 2017

Environmental, Social, Governance (ESG): orpello o guida dell'azienda?


Si moltiplicano le iniziative sul tema ma la domanda rimane sempre la stessa: la "sostenibilità" è un orpello per tener contenti (alcuni) investitori o un elemento di business dell'azienda.


La scusa per parlare ancora del tema questa volta la fornisce una recente indagine sulla sostenibilità delle PMI quotate eseguita dal sole24ore e pubblicata sul suo inserto del 25 novembre. Nonostante si siano avute risposte, con tanto di nomi delle aziende partecipanti all'indagine, il dubbio rimane.

martedì 21 novembre 2017

Il peso degli "zombie" sulla ripresa

Le aziende "zombie" sono un ostacolo alla ripresa dell'Europa, afferma il Wall Street Journal. Il fenomeno, esistente in tutto il continente, è particolarmente virulento in Italia, come dimostra il mostruoso ammontare degli NPL. Come fare a risolverlo?


La Banca dei Regolamenti Internazionali, secondo quanto riportato da WSJ, definisce un'azienda "zombie" se ha almeno 10 anni di vita e le sue spese per interessi superano l'EBITDA. Altre organizzazioni usano definizioni diverse ma il concetto è lo stesso: sono aziende che sono tecnicamente morte e vengono mantenute in vita artificialmente da un costo del denaro basso. 
Le motivazioni sono diverse, dalla speranza di recuperare il credito a quella di mantenere i posti di lavoro (dunque anche le Pubbliche Amministrazioni contribuiscono al fenomeno), ma è chiaro che "la zombificazione del settore corporate e bancario è un rischio per i nostri futuri standard di vita" come afferma Klaas Knot governatore della banca d'Olanda.

mercoledì 15 novembre 2017

La finanza etica e ciò che davvero le manca


Si è appena concluso il secondo salone SRI (Social Responsible Investor) sulla finanza etica e sostenibile. La sensazione è che se il settore non si adopererà per far sì che questi temi penetrino anche nella "carne" dell'economia reale, il tutto rimarrà confinato ad un gioco della finanza con qualche fastidioso ma innocuo adempimento in più per le aziende.


La finanza etica è quel comparto della finanza, in crescita, che vuole sostenere quelle attività dell'economia reale che rispettano parametri di sviluppo considerati "equi e sostenibili". Recentemente, per dare maggiore concretezza al settore, è stato anche definito un framework di riferimento: Environmental, Social, Governance (ESG), ben illustrato nella guida edita dalla Borsa di Londra. Essa indica le tre principali aree per definire il comportamento di un'azienda "sostenibile", ovvero il suo impegno per il rispetto dell'ambiente della natura, quello sociale e le caratteristiche di governance che si è data per ottenere tutto questo. Inoltre tali temi vengono sempre più considerati come indicatori ulteriori di performance per il lungo periodo delle imprese quotate.

martedì 7 novembre 2017

La ricerca del significato, ispiratrice dei nostri comportamenti


Sia per le grandi organizzazioni sociali, gli stati, che per quelle più piccole, le aziende, il significato è l'unica spinta ai comportamenti convinti dei singoli. Viceversa, ogni essere umano è alla costante ricerca di tali significati per dare un senso a ciò che fa.

Questa riflessione mi è stata suggerita da due articoli di due giornali diversi. Essi hanno il merito di mettere sullo stesso piano "sociale" stati e aziende, partendo dalla loro necessità di fornire significati per continuare ad avere una identità e dunque une senso, rispettivamente politico ed economico.